Ora a prendere posizione sulle intercettazioni emerse dalle pagine de Il Giornale è il presidente dell'Anm Giuseppe Tango che interviene in modo netto sulle offese rivolte dall'ex pm Gioacchino Natoli (indagato per favoreggiamento alla mafia nell'inchiesta sul depistaggio dell'indagine mafia-appalti, e riportate nella richiesta di archiviazione di uno dei procedimenti sulle stragi del '92 aperti dalla Procura di Caltanissetta) sia a Paolo Borsellino che alla famiglia dell'eroico giudice, in particolare a Manfredi: "C'è una vicenda giudiziaria aperta da una parte, e un dibattito politico aperto dall'altro. Non voglio entrare in nessuna delle due vicende, per rispetto istituzionale. Dico solo una cosa con chiarezza: sono vicino alla famiglia Borsellino, con la stima e l'affetto che abbiamo dimostrato in questi anni e che continueremo a dimostrare con i fatti. L'ho detto già a Manfredi Borsellino e lo ribadisco pubblicamente".
Dopo le parole del presidente dell'Associazione nazionale magistrati a restare in silenzio è solo la sinistra, mentre il Movimento 5 Stelle sceglie la via dell'attacco.
Pd, 5 Stelle e Avs, non sentono quindi il bisogno di prendere le distanze da frasi, come quelle di Natoli, in cui dice: "O Paolo Borsellino, buonanima, era pure lui un grande coglione come me che aveva il grande maestro della massoneria col muro confinante e non se n'era mai accorto oppure Palermo è questa! picchì proprio, ci pinzava stamatina (Perché proprio ci pensavo stamattina ndr), dissi: è splendido! se io muoio i miei figli potranno andare a fare le conferenze nell'Anm alla pari di Manfredi Borsellino con capacità argomentative ben superiori a quelle di Manfredi! È chiaro? picchì iddu ppì ora che ave? u vantaggio che so patre murìu e iu ristavu vivu?! (Perché lui ha il vantaggio che suo padre è morto e io sono rimasto vivo ndr)".