Con un consenso che ha superato i confini della maggioranza, Maurizio Gasparri è stato eletto presidente della commissione Esteri-Difesa del Senato. Il voto ha registrato 18 preferenze favorevoli, ben oltre i 12 componenti espressi dal centrodestra. A sostenerlo sono stati anche esponenti dell’opposizione, tra cui il Partito democratico, l’autonomista Luigi Spagnolli, l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e il senatore a vita Mario Monti. Un risultato che viene letto come riconoscimento dell’esperienza parlamentare maturata negli anni dal senatore di Forza Italia.
La commissione ha quindi ripreso i lavori seguendo l’ordine del giorno già fissato dalla presidente uscente Stefania Craxi, con la quale Gasparri si è recentemente avvicendato anche alla guida del gruppo azzurro a Palazzo Madama.
L’esordio nel nuovo ruolo ha assunto un valore simbolico. Figlio e fratello di carabinieri, Gasparri ha inaugurato la sua presidenza con l’audizione del comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo. Nel corso di un confronto durato circa due ore, il generale ha affrontato i principali dossier legati all’attività dei carabinieri.
A seguire, la commissione ha ascoltato l’ambasciatrice del Libano, che ha illustrato la situazione critica attraversata dal Paese, e successivamente Gasparri ha incontrato anche l’ambasciatrice del Giappone. Parallelamente, l’Aula del Senato ha dato il via libera ad alcuni provvedimenti rientranti nelle competenze della commissione Esteri, tra cui la ratifica di trattati internazionali.
Non è mancato, infine, l’impegno politico interno a Forza Italia.
In mattinata si è riunito il tavolo del centrodestra sugli enti locali per definire alcune candidature, con Gasparri presente in rappresentanza del partito insieme al responsabile organizzativo Francesco Battistoni.