Sono circa 30 le piazze che sono state chiamate questo pomeriggio per manifestazioni che tengono insieme il Venezuela (diventato la prima causa) e la Palestina, tema che viene tenuto vivo dalle associazioni arabe, che per mantenere accesi i riflettori si uniscono ai cortei per il Paese sudamericano. Le manifestazioni più partecipate di giornata si sono tenute a Milano, Roma, Bologna e Torino, con l'unica differenza che quella del capoluogo lombardo ha visto la sovrapposizione con quella per la Palestina, chiamata per chiedere la liberazione di Mohamadd Hannoun. Qui, la giornalista de il Giornale Giulia Sorrentino è stata allontanata e insultata dai manifestanti.
Durante il corteo di Bologna dei ProMad è stato insultato il consigliere Matteo Di Benedetto, esponente della Lega, definito "buffone" dai manifestanti solo perché si trovava nei pressi della manifestazione. Durante diversi cortei sono state bruciate, ancora una volta, anche le bandiera degli Stati Uniti. A Roma le forze dell'ordine hanno schierato un ampio cordone di sicurezza a tutela dell'Ambasciata Usa, dove i manifestanti hanno annunciato di voler arrivare. Il sottofondo di tutte è quello degli Intilli-Imani, riscoperti dopo due anni di musiche arabe che anno scandito le proteste, così come sono stati modificati i cori finora scanditi per la Palestina per adattarli al Venezuela. "Libertà per Maduro e per Cilia", è stato il refrain costante di tutte le piazze.
Con i manifestanti, su diverse piazze, si è collegato il figlio di Nicolas Maduro, accolto con i cori degli Intilli-Imani dai manifestanti e con slogan di supporto per il presidente arrestato.
"Li riporteremo indietro e festeggeremo sono grato a tutti voi, siamo fiduciosi che torneranno. Viva i popoli liberi del mondo", ha detto Nicolás Maduro Guerra rivolgendosi ai manifestanti, che hanno intonato i cori per la libertà di Maduro.