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"Ieri partigiani, oggi terroristi". Lo striscione choc degli anarchici a Padova

I movimenti anarchici hanno ripreso vigore, ma il “cammino verso il comunismo” di Sara Ardizzone apre a nuovi scenari

"Ieri partigiani, oggi terroristi". Lo striscione choc degli anarchici a Padova
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Il flusso anarchico ha ripreso vigore da qualche settimana e ha toccato il suo apice con la morte di Sara Ardizzone e Sandro Mercogliano, vittime di se stessi nel casolare abbandonato di Roma dove stavano fabbricando un ordigno. Lui è morto per l’esplosione, lei per il crollo del tetto dovuto alla detonazione della bomba, probabilmente al plastico. Su questo le indagini sono ancora in corso ma attorno a loro si è stretta la solidarietà dei compagni e si sta alzando nuovamente la tensione con gli antagonisti pronti a contrastare l’ordine costituito e la democrazia, come testimoniano le scritte comparse all’università di Padova.

Qui, appeso sopra la lavagna dell'aula studio, gli agenti (su segnalazione di alcuni studenti) hanno trovato uno striscione con la scritta in rosso: “Ieri partigiani, oggi terroristi, sempre antifascisti”. Nei bagni sono comparse, invece, altre scritte contro la polizia siglate con la A degli anarchici. Gli agenti hanno fotografato le scritte, sequestrato gli striscioni e avviato le indagini per identificare gli autori. È un clima di forte tensione che non si riesce a stemperare ma che, anzi, continua a surriscaldarsi. Ma leggendo i testi che da 10 giorni gli anarchici condividono per omaggiare Ardizzone e Mercogliano, emerge un dettaglio che finora non era ancora stato considerato e che potrebbe fornire un punto di vista diverso sull’intera vicenda.

“Come Compagni e Compagne che ti hanno conosciuta molti anni fa e con te hanno attraversato percorsi comuni lungo il cammino verso il Comunismo, vogliamo dedicarti alcune parole per rendere giustizia e onore alla persona che eri”, si legge in un testo non firmato, che circola nei portali d’area, anche stranieri. Comunismo e Anarchia sono due concetti molti diversi tra loro, quasi agli antipodi per visione dello Stato e gestione del potere. Mentre il comunismo classico mira alla conquista delle istituzioni per instaurare una dittatura del proletariato come fase transitoria, l'anarchismo ne pretende l'immediata distruzione, rifiutando ogni forma di gerarchia o autorità centrale.

E in questo strano connubio terminologico che emerge dai messaggi di cordoglio, si intravede una saldatura ideologica preoccupante. Il richiamo al “cammino verso il comunismo” suggerisce che la deriva violenta di queste cellule non sia solo un'esplosione di rabbia individuale, ma si stia strutturando attorno a una visione collettivista più organizzata.

Si passa dall'insurrezionalismo puro a una forma di militanza che recupera linguaggi e metodi della vecchia guardia sovversiva, fondendo l'odio per lo Stato tipico degli anarchici con la disciplina di classe dei movimenti comunisti più radicali. Un connubio che rischia di diventare pericolosissimo.

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