Altro terremoto a Bari: Indagato l'assessore al bilancio di Decaro, Alessandro D’Adamo

Crolla il castello della presunta superiorità morale del pupillo barese del Pd

Altro terremoto a Bari: Indagato l'assessore al bilancio di Decaro, Alessandro D’Adamo
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L’assessore più importante della giunta Decaro al Comune di Bari, Alessandro D’Adamo, con delega al Bilancio, è indagato dalla Procura Europea per una truffa ai danni dello stato legata ai corsi di formazione professionale con i fondi del programma Garanzia Giovani. E così viene meno la filastrocca che finora aveva ripetuto a menadito il sindaco Antonio Decaro: “Nessuno della mia giunta è indagato”. Mai dichiarazione fu più nefasta. Del resto anche Michele Emiliano una settimana fa aveva dichiarato la stessa identica cosa. E il giorno dopo era arrivata l’indagine sull'assessore ai Trasporti e alla Mobilità della Regione Puglia, Anita Maurodinoia.

Ovviamente Decaro, appena appresa la notizia, ha revocato la nomina al suo assessore. "Informato della esistenza di una attività di indagine da parte della Procura europea nei confronti di Alessandro D'Adamo, che riguarderebbe la sua professione, ha disposto la revoca della delega assessorile al Bilancio”, si legge sul sito del Comune di Bari. "L'esercizio di importanti funzioni pubbliche quali quelle di assessore deve essere privo di qualsiasi sospetto. È un dovere nei confronti dei cittadini e consente agli interessati di potersi difendere liberamente". Alla faccia del garantismo.

Truffa e fatture false. Queste le accuse. Le perquisizioni dei finanzieri del comando provinciale di Bari, questa mattina, si sono svolte nella sede di Kronos (associazione riconducibile all’assessore di Decaro) di Bari, Lecce e Andria. L’ordinanza è stata emessa dalla Procura Europea, sede di Roma. Le persone destinatarie del provvedimento, tra cui l’assessore Alessandro D’Adamo e la sorella, sono indagate - unitamente a un altro soggetto - per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, per fatti commessi a Bari dal 2019 al 2022. L'operazione si inserisce in un'articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura europea - delegata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari - che, secondo l'impostazione accusatoria, ha rivelato la sussistenza di gravi indizi di reato in ordine alle attività svolte da associazioni che rispondono per i profili di responsabilità amministrativa degli enti, con sede legale nel capoluogo e diverse unità locali nel territorio pugliese, riconducibili ai due citati indagati, impegnate del settore della formazione professionale, del contrasto alla disoccupazione e dell'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani e dell'istruzione, beneficiarie di contributi comunitari erogati nell'ambito del programma "Garanzia Giovani”. L'ipotesi è che la Kronos abbia richiesto pagamenti a fronte di assunzioni fittizie.

Alessandro D’amato era il più ricco della giunta Decaro. Materano, alla sua prima esperienza politica, Decaro lo aveva nominato direttamente assessore al Bilancio. Faceva parte proprio del partito "Iniziativa democratica-Sud al Centro" di Alfonso Pisicchio e Anita Maurodinoia, i due assessore di Emiliano indagati nei giorni scorsi. Decaro si era ben guardato dall'allontanarlo, prima dell'indagine a suo carico. D'Adamo, dopo la laurea, aveva rilevato l'istituto "Kronos", storica scuola di recupero anni scolastici di Bari, e fondando, nel contempo l’associazione "Kronos", ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Puglia. Il conflitto d’interesse era evidente. Del resto anche Sandrino Cataldo, il marito dell’assessore regionale Anita Maurodinoia, padrino della lista "Sud al centro", era il riferimento delle università telematiche Pagaso e Mercatorum, e, secondo la procura, da qui prendeva gli elenchi per i voti da comprare.

Chissà se adesso scenderanno

in piazza Cgil e il Partito democratico che, convinti della superiorità morale di Decaro, urlarono contro il governo Meloni #giulemanidabari. Le mani ce le avevano già messe loro.

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