Leggi il settimanale

"L’opposizione? Canta Bella ciao... Non faremo misure acchiappavoti"

Il capo della segreteria politica di Fdi Arianna Meloni: "Non hanno mai colto la nostra mano"

"L’opposizione? Canta Bella ciao... Non faremo misure acchiappavoti"

Un sabato di relax per Arianna Meloni, sempre scortata da Coco, il suo cagnolino Pomerania. Giornata a casa di amici dove ha cucinato per tutti. Maglioncino di filo sbracciato e pantalone di cotone, il capo della segreteria politica di Fdi risponde a tutto campo alle domande del Giornale.

Arianna, la nomina dei sottosegretari ha chiuso un mese di dimissioni e fibrillazioni dopo il referendum. Quale stagione si apre adesso: una fase 2 del governo o una semplice gestione ordinata per chiudere la legislatura?

«Andremo avanti con determinazione fino all'ultimo giorno di legislatura, mettendo a terra quel programma per il quale gli italiani ci hanno votato. Non ci saranno misure acchiappavoti che andrebbero solo a pesare sulle generazioni future. Abbiamo dimostrato fin qui che non ci interessa il facile consenso, ma rendere l'Italia più moderna, efficiente e competitiva. Abbiamo appena varato un Piano Casa destinato a rendere disponibili oltre 100mila alloggi tra popolari e con affitti calmierati nei prossimi 10 anni. Continueremo con serietà il nostro lavoro, nonostante una congiuntura molto sfavorevole, segnata da conflitti e incertezza sui mercati con una geografia mondiale in costante evoluzione».

Al di là della solidarietà istituzionale alla premier Meloni attaccata dai russi, l'opposizione ha scelto una linea durissima di contrapposizione su tutto. Crede che entrambi i poli debbano fare uno sforzo per una maggiore unità nazionale oppure è già partito il lungo sprint elettorale in vista del 2027?

«Questo governo e la stessa Giorgia Meloni ha più volte teso la mano all'opposizione negli ultimi tre anni, soprattutto su temi di natura sociale ed etica. Anche quando si è trattato di scrivere leggi di grande rilievo per la sicurezza e la giustizia. Un'apertura che le opposizioni non hanno quasi mai colto, preferendo arroccarsi su posizioni ideologiche talvolta anche anacronistiche o fuori contesto. Ne hanno dato un esempio i parlamentari che si sono messi a cantare Bella ciao durante il dibattito sul decreto sicurezza. Tra le molte misure varate per garantire i rimpatri, questa è una normativa peraltro nata in seno a quell'Europa che l'opposizione riconosce solo quando le fa comodo. Ormai per la sinistra la bandiera dell'antifascismo è diventata come la coperta di Linus. Certi personaggi ci si rifugiano dentro ogni volta che non trovano argomenti sensati per fare opposizione - e succede spesso ormai. Ma non si rendono conto di fare un torto a chi davvero ha combattuto per la libertà».

La fragile tregua in Iran e Medioriente, la guerra in Ucraina che non si chiude. L'instabilità internazionale e la crisi energetica rischiano di sfociare in uno scenario fuori controllo. Quali misure occorrono per tutelare e rassicurare gli italiani?

«Il governo Meloni è al lavoro da tempo non solo per garantire la sicurezza degli italiani, che resta al primo posto, ma anche per far sì che non perdano potere d'acquisto e possano continuare a gestire la propria quotidianità. In questa direzione vanno i decreti energia: ci siamo attivati fin da subito con il taglio ai carburanti al fianco di famiglie e imprese e non smetteremo di sostenerle. Vogliamo mettere le nostre imprese in condizione di crescere e mantenersi competitive sul piano economico internazionale. Ne sono una prova i viaggi nei Paesi del Golfo e in Nord Africa per assicurare all'Italia forniture costanti di gas e petrolio, così come l'impegno nei vertici europei e internazionali per ridiscutere le regole del gioco e uscire da certe politiche ideologiche che pesano sulle attività produttive più dei dazi. Se l'emergenza continuerà, andrà affrontata in ambito europeo. Siamo i primi a far sentire la nostra voce in Europa su questi punti».

Abbiamo evocato le elezioni politiche. Fdi lavora su una legge elettorale netta a prova di pareggio o vincitori incerti. Sembra che a molte forze, sinistra compresa, stia bene votare con quella attuale e non cambiare nulla. Come partito di maggioranza relativa, quale percorso indicherete?

«Al di là delle prese di posizione ideologiche, credo che molte forze di sinistra abbiano valide ragioni per cambiare la legge elettorale e che troveremo un terreno comune. È nell'interesse di tutti, ma soprattutto dei cittadini, approvare una legge che dia stabilità al governo e alla Nazione. In ogni caso, non ci accontenteremo mai di leggi che danno la possibilità a chi perde di ritrovarsi al governo insieme a quelli a cui aveva dato battaglia fino al giorno prima. E gli italiani hanno ampiamente dimostrato di essere stufi di questi giochetti di palazzo, anche attraverso l'astensionismo».

Gli alleati di centrodestra. Con l'avvicinarsi del voto i partiti tendono a radicalizzare i rispettivi profili: Forza Italia si richiama sempre di più al Ppe e alla maggioranza europea di cui Fdi-Ecr non è del tutto organica. La Lega guarda ai sovranisti europei che detestano Bruxelles. Voi quale linea terrete? A Roma come si avvertono queste differenze?

«Terremo la linea degli interessi dell'Italia. È chiaro che ci sono delle differenze tra Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. Siamo alleati, non siamo lo stesso partito. Ma ci siamo uniti attorno a un programma serio, che guida l'azione di governo. Restiamo uniti perché ognuno è in grado di andare al di là del proprio interesse di partito e perseguire prima di tutto il bene comune. Ognuno dando il proprio contributo al dibattito».

Fratelli d'Italia. I sondaggi vi indicano univocamente come il primo partito italiano, al momento non superabile. Come capo della segreteria vede la necessità di modifiche?

«Fratelli d'Italia è il partito del radicamento, della vicinanza alle persone e al territorio. Proprio in queste settimane insieme al responsabile dell'organizzazione Giovanni Donzelli stiamo creando occasioni di incontro in tutte le regioni, momenti utili ad ascoltare le riflessioni e i punti di vista della nostra classe dirigente. Non abbiamo mai perso il contatto con la base, non siamo quelli che si chiudono nei palazzi e non abbiamo intenzione di cambiare adesso. Poi per carità, non siamo perfetti, ma la nostra struttura è ben collaudata e si nutre da sempre dello scambio costante e vitale tra vertici e base».

Giustizia e sicurezza, due pilastri del vostro programma. Dopo la tentata riforma della giustizia e il varo di un decreto Sicurezza molto severo avete altri assi nella manica?

«Sono sicuramente due temi da cui non ci tiriamo indietro. Che in Italia ci sia ancora un problema di sicurezza è innegabile, ma anche qui bisogna guardare al bicchiere mezzo pieno: i dati del Viminale dicono che nel 2025 in Italia si è registrata una riduzione complessiva dei reati rispetto all'anno precedente, -15% di omicidi volontari, il dato più basso dell'ultimo decennio, -4,5% di violenze sessuali, -6% di furti. Detto questo andiamo avanti e lo abbiamo fatto con l'ultimo decreto sicurezza che interviene con alcuni provvedimenti importanti che riguardano anche i giovanissimi. Mi riferisco ad esempio alla stretta sul porto ingiustificato di coltelli, punibile con la reclusione fino a 3 anni. Poi c'è la sicurezza urbana, uno dei pilastri del decreto, con zone a vigilanza rafforzata e pene più severe per chi commette danneggiamenti durante le manifestazioni. Chiaramente è un problema complesso, non basta un singolo provvedimento. Per questo abbiamo approntato un sistema articolato di interventi, di cui fa parte anche il protocollo con l'Albania. Un modello che la sinistra e una certa parte della magistratura hanno fatto il possibile per ostacolare e che oggi ci copia tutta Europa».

La solita domanda, Arianna. Si sente pronta a diventare parlamentare? È evidente che questa scelta a questo punto spetta solo a lei

«Sono pronta a gestire il ruolo in cui sarò più utile. Al momento non è tra i miei pensieri prioritari».

Da sorella, come vede cambiata Giorgia dopo tre anni e mezzo di governo?

«Mia sorella non è cambiata è sempre la stessa, la sua ambizione più

grande è quella di restare quella che è in un mondo dove tutti fingono di essere qualcun altro. Posso dire che in questi anni l'ho vista completamente dedicata al suo lavoro con una concentrazione e una abnegazione assolute».

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica