Iran, Venezuela e la liberazione di Trentini. Su questi tre fronti aperti dello scacchiere internazionale, l’operazione di Laura Boldrini è tanto semplice quanto evidente. Il mantra è criticare ad ogni costo qualsiasi opinione contraria alla sinistra e attaccare con critiche severe l’operato del governo guidato da Giorgia Meloni, attuale presidente del consiglio italiano in carica da oltre tre anni. Incalzata da Tagadà, la trasmissione di approfondimento politico e non solo su La7, l’esponente del Pd accende un dibattito durissimo con alcuni giornalisti e diversi esponenti dell’esecutivo.
Sull’Iran ingaggia uno scontro di fuoco con il giornalista Sandro Iacometti. La penna distante dalle opinioni di sinistra ricorda come la Boldrini sia andata in Iran con il velo. Ma l’esponente dem non ci sta e replica duramente: “I colleghi della destra non ci possono dare lezioni sull’Iran”. Secca la replica di Iacometti: “Certo lei è andata col velo in Iran che è quello per cui adesso le donne iraniane muoiono perché se lo vogliono togliere”. La conduttrice del programma è addirittura costretta ad abbassare i microfoni. Poi, a stretto giro, le durissime critiche di Laura Boldrini al presidente USA Donald Trump. "Non si esporta la democrazia con le bombe! Crea il caos", sostiene la Boldrini incalzata dalle domande della conduttrice presente in studio.
Infine, Laura Boldrini critica l'azione del governo italiano per liberare il cooperante Alberto Trentini.
"Siamo felici ma sono stati in prigione oltre 400 giorni... francesi liberati prima", precisa senza timore di smentita. Un modo per non riconoscere l’operato della premier Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani che sono riusciti a liberale il connazionale.