Alla Leopolda la rottamazione di Renzi

Tra microfoni e Vespe vintage, la Leopolda renziana resuscita tutti i vecchi del Pd da Francechini a Fassino

Alla Leopolda la rottamazione di Renzi

Potrebbe giocarsi tutto nello scambio di ruoli: da soggetto a oggetto. La rottamazione è rottamata. L'aria che soffia nell'ottocentesca e bellissima stazione della Leopolda non è più aria di nuovo. Sarà per il parterre, per tutti quei vecchi papaveri di Largo del Nazareno, ma anche di Botteghe Oscure, seminati qua e là tra i colorati tavoli della kermesse renziana. Sarà per la Vespa, la bicicletta di Bartali e il microfono da crooner anni Cinquanta. Politica che sa di vintage. Fino all'anno scorso la Leopolda era la fronda innovatrice, la bestemmia nella chiesa dell'ortodossia della sinistra macchina da guerra. Ora è establishment. Prima era un meeting da liste di proscrizione, partecipavi pena essere inserito nella black list degli eretici. Ora c'è la fila per entrare, partecipare, parlare e imbucarsi nella prima photo opportunity che capita. Male che vada ci si rinnova con un tweet griffato #Leopolda2013 e si esce imbiancati di fresco dal lavacro dei social network. Gli ex antirenziani si sono prontamente convertiti alla fede del prossimo leader. Franceschini e i franceschiniani, il dalemiano Nicola Latorre, Claudio Burlando da Genova, Piero Fassino da Torino, Michele Emiliano da Bari, Sergio Chiamparino e Riccardo Nencini del Psi. Giusto per citarne alcuni. Ma in platea ci sono anche vecchi colonnelli delle truppe radical chic come Roberto Vecchioni. E poi c'è il segretario, Guglielmo Epifani, che volente o nolente, tra un morso di carota e un colpo di bastone (e non ha esitato a stuzzicare il sindaco), mette comunque il sigillo in cera lacca sulla corsa di Renzi e sull'ufficialità della nuova Leopolda. In ventiquattr'ore il pallino della rottamazione sembra essere passato da una parte all'altra. In ventiquattr'ore Berlusconi azzera i vertici e Renzi nel frattempo resuscita i vecchi arnesi della politica di sinistra. Ma ormai la corsa all'accreditamento renziano è arrivata alla sua massima celebrazione. E quando qualcuno, come il renziano della prima ora Roberto Reggi, ricorda che adesso in platea ci sono quelli che fino all'anno scorso boicottavano la Leopolda, il sindaco sornione fa il pompiere e spegne le polemiche. Il congresso è vicino e la vittoria a un passo. Ma c'è anche chi storce il naso. E un amministratore Pd racconta all'Huffington Post la sua delusione per un meeting che sembra una rimpatriata tra vecchi amici in cui decidono tutto Matteo e il suo cerchio magico di collaboratori fiorentini. Alla stazione della Leopolda il treno è cambiato, e la carrozza della rottamazione è finita su un binario morto.

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