La frase choc pronunciata da Massimo Giannini a “DiMartedì”, con quel riferimento a un centenario immobile su una sedia a rotelle per descrivere la durata del governo, continua a far discutere. A prendere posizione è Gianfranco Paglia, ex deputato della Repubblica nonché medaglia d’oro al valor militare, da 33 anni in carrozzina dopo l’attentato subito in Somalia.
Intervistato dal Secolo d’Italia, Paglia non usa giri di parole e respinge con fermezza l’immagine evocata dal giornalista. "La vita è unica a prescindere se si è disabili o meno”, le sue parole: “Personalmente la mia non è una vita inutile anche se sono da 33 anni in carrozzina. Non auguro a nessuno di vivere una disabilità, ma sulla mia carrozzina vado a testa alta. Non so come possa essere venuta in mente questa frase a Giannini".
A colpirlo, aggiunge, non è soltanto il contenuto dell’espressione, ma anche il fatto che quelle parole "siano venute da un giornalista che si definisce progressista. E che avrebbe bisogno di frequentare persone che vivono la disabilità in maniera degna; persone che danno tanto al proprio paese a prescindere da ciò che fanno o meno".
Il punto, per l’ex parlamentare, è chiaro: la disabilità non può essere usata come metafora negativa, né ridotta a immagine di immobilità o di vita svuotata. Anche perché la realtà racconta altro: "A differenza di chi utilizza le proprie gambe per scappare dietro l’angolo, io giro fortissimo nelle scuole e i giovani la disabilità nemmeno la vedono. Ma al di là del mio caso, nel quale c’è sempre stato il sostegno del ministero e dell’Esercito, sono tante le persone con disabilità felici e straordinarie".
Paglia allarga poi il discorso alla politica e alle reazioni arrivate dopo la frase di Giannini. A suo giudizio una vicenda del genere avrebbe dovuto suscitare una presa di posizione ben più ampia, trasversale, senza steccati di partito.
"Mi meraviglio che, oltre a FdI, non ci siano stati altri tipi di reazione dagli altri partiti”, il suo j’accuse: “E’ necessario che la politica non si divida perché la disabilità non ha colore politico. E credo che l’Ordine dei giornalisti sia chiamato a intervenire perché in questo caso la libertà di opinione non c’entra niente". Un richiamo netto, dunque, non solo a Giannini, ma anche a chi ha scelto il silenzio.