Oggi, 11 febbraio, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolto il convegno “Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’intelligenza artificiale”, a cui è intervenuto il Ministro Giuseppe Valditara. L’incontro è stato moderato da Andrea Cangini, Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi e Direttore dell’Osservatorio Carta, Penna e Digitale.
Relatori e laboratori didattici
Durante il convegno sono intervenuti esperti provenienti da diversi ambiti, Pierluigi Brustenghi, neurologo del Centro Polispecialistico Santa Lucia di Foligno; Paolo D’Achille, Presidente dell’Accademia della Crusca; Mauro Crippa, Direttore generale dell’informazione e della comunicazione Mediaset; e Marco Crepaldi, psicologo e Presidente dell’Associazione Hikikomori Italia. Contestualmente si sono svolti laboratori didattici progettati per approfondire in maniera pratica i temi trattati. L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sul sito del Ministero.
Valditara difende carta e penna
Nel suo intervento, il Ministro ha sottolineato l’importanza della lettura e della scrittura su carta rispetto all’uso esclusivo dei dispositivi digitali, “Il libro attiva tutto il cervello, il cellulare solo una parte. Dobbiamo disintossicare i giovani”, ha affermato. Valditara ha evidenziato che lo Stato e la scuola devono orientare ogni strumento, compresa l’intelligenza artificiale, al servizio della crescita umana, ponendo al centro lo studente come persona.
Funzione cognitiva della lettura e rischi del digitale
Il Ministro ha richiamato studi neuroscientifici e psichiatrici secondo cui la lettura su carta stimola più sensi contemporaneamente: tatto, vista, udito e olfatto. Questo favorirebbe memoria, concentrazione, fantasia e creatività. Citando autori come Franz Kafka, Marcel Proust e Jorge Luis Borges, Valditara ha sottolineato il valore formativo e relazionale del libro. Al contrario, l’uso eccessivo di strumenti digitali e social network ha effetti negativi documentati, come aggressività, disinteresse, bullismo e fragilità emotiva.
Misure ministeriali e formazione digitale
Il divieto di utilizzo del cellulare nelle scuole, anche durante gli intervalli, è stato presentato come strumento educativo: “È come la sigaretta, sei ore senza fumare ti aiutano ad abituarti”, ha spiegato il Ministro. La circolare prevede eccezioni per bisogni educativi speciali e per gli istituti tecnici professionali che utilizzano il digitale come strumento di lavoro.
Valditara ha ricordato gli investimenti del Ministero: 2,1 miliardi di euro per la digitalizzazione delle scuole italiane, con 132 ambienti digitali già creati, metà delle classi dotate di strumenti digitali e il rapporto device-studenti che passerà da uno ogni sei a uno ogni due entro il 2026-2027. La formazione del personale ha assorbito 450 milioni di euro per la didattica digitale e 100 milioni specifici per l’intelligenza artificiale, mentre altri 600 milioni sono stati destinati al potenziamento delle discipline STEM.
Approccio equilibrato tra analogico e digitale
Valditara ha ribadito l’importanza di un uso consapevole degli strumenti digitali, spiegando che le scuole devono insegnare a riconoscere rischi e pericoli dell’intelligenza artificiale. Ha valorizzato la manualità e la scrittura su carta, sottolineando che il contatto fisico e la fatica nell’apprendimento sono fondamentali per la crescita emotiva e cognitiva degli studenti: “La vita non ti esime dall’affrontare le frustrazioni. Se la scuola non ti insegna a superarle, tu nella vita non ce la farai”.