Il decreto Sicurezza ha fatto storcere il naso in molti all’interno della coalizione di centrosinistra. Dentro l’alleanza del campo largo infatti - e anche in altre parti dei partiti di opposizione - vengono contestati alcuni punti fondamentali dal provvedimento emesso dal governo Meloni nel Consiglio dei Ministri tenuto la scorsa settimana a Palazzo Chigi.
C’è chi ha contestato la norma sullo scudo per gli agenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle proprie funzioni; altri che invece hanno criticato il fermo preventivo per chi è fortemente sospettato di essere in procinto di commettere un reato. Sulla questione della stretta sui coltelli si erano, al contrario, levate sostanzialmente poche voci di dissenso in generale. Fino a questa mattina, quando ci ha pensato Ilaria Cucchi a voler fare notare quella che, ai suoi occhi, sembrerebbe una palese “contraddizione”. Ma è veramente così?
Andiamo con ordine. La senatrice eletta con Alleanza Verdi-Sinistra scrive un lungo post sul suo profilo di Facebook per “denunciare” quanto segue: “Eccoli i famigerati fuorilegge che, grazie al provvidenziale intervento del governo Meloni, sbatteremo finalmente in carcere - è l’incipit del messaggio social -. I colletti bianchi che ogni anno rubano miliardi ai nostri servizi pubblici? Macché. Allora i fascisti che ogni giorno organizzano le ronde nelle nostre periferie? No e no. Il pacchetto sicurezza se la prende con i boy scout. Giuro, i boy scout!”, diventa l’esclamazione sarcastica della Cucchi.
La parlamentare della forza politica di sinistra cita correttamente il fatto che nel testo del decreto è compreso questo passaggio: “Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Poi, però, arriva l’inevitabile sentenza: “Ora, i coltellini da boy scout possono tranquillamente arrivare a nove centimetri. Nove centimetri che possono valere un’esperienza: non in mezzo alla natura, ma in celle sovraffollate, degradate e devastanti, psicologicamente, per chiunque. Da sei mesi a tre anni in un inferno sulla Terra. Ma senza dubbio saremo tutte e tutti più al sicuro”, conclude Cucchi.
Probabilmente l’intenzione della senatrice di Avs era quella di esporre un’osservazione di scherno nei confronti della maggioranza di centrodestra. Peccato che, specificando proprio lei stessa quelle tre parole del decreto fondamentali comprese nella parte relativa alla stretta sui coltelli (“senza giustificato motivo”) si è data torto da sola: il fatto che i boy scout abbiano in dotazione quello strumento con una lama metallica tagliente, per utilizzarla mentre si trovano nei boschi, rientra assolutamente - per loro tradizione - nei “giustificati motivi”.
Altrimenti, seguendo lo stesso ragionamento, bisognerebbe arrestare tutti quei lavoratori che operano sul suolo pubblico (vedi mercati), come ad esempio macellai, artigiani e pescivendoli. Cosa che, forse, non dispiacerebbe per nulla alla sinistra: del resto le politiche storicamente adottate da Pd & company hanno sempre sfavorito chi lavora.