Mafia, Alfano: "Pronti a inasprire il 41bis"

Il ministro dell'Interno assicura: "Lo Stato non avrà alcuna timidezza"

Mafia, Alfano: "Pronti a inasprire il 41bis"

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervenuto alla Prefettura di Milano per un'audizione straordinaria davanti alla Commissione Antimafia, promette lotta dura contro la mafia. "I boss - assicura - devono sapere che se proveranno a far uscire informazioni o ordini dal carcere, lo Stato non avrà nessuna timidezza per impedirlo ed è pronto a rendere più dura la normativa sul 41 bis".

L'aggressione delle organizzazioni mafiose "ai circuiti dell’economia legale" al nord, prosegue il ministro, "ha determinato una trasformazione del oro modus operandi non più caratterizzato dalla violenza o meglio non dalla sola violenza visibile. La criminalità organizzata che ha risalito la penisola - osserva Alfano - si èspecializzata nell’offerta di servizi illegali forniti a basso costo all’imprenditoria locale" con lo scopo di "fare conseguire una posizione divantaggio illecito". Tra gli esempi portati dal ministro, l’abbattimento dei prezzi nel settore dello smaltimento dei rifiuti e l’offerta di attività di sovra fatturazione e falsa fatturazione", così come "l’offerta di liquidità finanziaria senza costi bancari".

"Le organizzazioni criminali - ricorda il ministro - rimangono tra i più gravi fattori di sottosviluppo del Meridione e la più grave minaccia alla libertà economica nelle aree produttive del Paese". Alfano ha sottolineato che "nonostante l’affinamento delle loro attività abbia consentito loro di proiettarsi nello spazio immateriale degli scambi finanziari, il tratto che distingue la mafia da ogni altro sodalizio criminale, resta il controllo fisico del territorio da cui deriva potere e prestigio". Il ministro dell’Interno ha poi tracciato un bilancio dell’arresto di latitanti nell’anno in corso spiegando che gli arresti sono stati 74 e "camorra e mafia sono state quelle più colpite con l’arresto di 28 e 20 affiliati".

"Abbiamo offerto ai magistrati di Palermo ogni disponibilità che è nei poteri dello Stato. Oltre a quello che abbiamo offerto per la loro protezione non c’è nulla di più efficace", assicura il ministro dell’Interno rispondendo a una domanda sulla sicurezza del pm di Palermo Nino Di Matteo. "Non ci sono altre forme di protezione rispetto a quelle che abbiamo immaginato - ha aggiunto Alfano - ma se si dovessero identificare altre misure più efficaci noi siamo comunque disponibili". Il ministro ha poi ribadito di essere dalla parte di Di Matteo: "Siamo dalla sua parte e dalla parte di tutti i magistrati che sono impegnati in trincea e in prima linea".

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