Il rapporto tra il giornalista Andrea Scanzi e la destra conservatrice, si sa, è sempre stato complicato. La penna del Fatto Quotidiano, il giornale diretto da Marco Travaglio, è solito riservare critiche severe nei confronti di Giorgia Meloni e del suo governo di centrodestra. Questa volta, però, Scanzi ha voluto mettere nel mirino metaforico Donald Trump, attuale presidente degli Usa.
Fino a questo punto nulla di anormale. Il giornalista è da anni che se la prende con Trump, la sua amministrazione e ogni singola decisione repubblicana. Peccato che questa volta Scanzi abbia alzato il tono dello scontro e dal piano politico è passato a quello personale. "La cosa che mi fa più paura, oltre al fatto che anche secondo me è profondamente malato a livello psichiatrico Trump, è che lui vince e piace proprio in virtù della sua profonda negatività morale”, ha sostenuto senza timore di smentita a In Altre Parole, il programma di approfondimento politico condotto dal giornalista Massimo Gramellini su La7. Il problema è doppio. Nella prima parte del ragionamento Trump è definito come un malato psichiatrico. Un insulto senza precedenti che non ha nulla a che vedere con alcune scelte politiche della sua amministrazione.
Ma i veri colpevoli, secondo il ragionamento del giornalista, sono i suoi elettori che apprezzano la sua negatività morale e, a questo punto, psichiatrica.
Parole durissime che si aggiungono a più di un anno di insulti e improperi nei confronti dell’alleato occidentale per eccellenza, gli Stati Uniti d’America. Il risultato è presto detto: Trump ha vinto le elezioni anche, se non soprattutto, per queste opinioni nei suoi confronti. L'ultima parola, però, spetta agli elettori.