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"Massacrato di botte e rapinato con una pistola alla tempia": il racconto choc dell'ex senatore Filippi

Alberto Filippi racconta a Il Giornale l’assalto di quattro incappucciati ad Arcugnano: pestaggio in garage, un’ora di terrore in casa e la famiglia ostaggio dei banditi. Domani in edicola l'intervista completa

"Massacrato di botte e rapinato con una pistola alla tempia": il racconto choc dell'ex senatore Filippi
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Senatore, come sta?

Mi hanno massacrato di botte. Ho un occhio nero. È stata una notte inimmaginabile

Cosa è successo?

Sono stato aggredito da quattro uomini incappucciati al mio rientro a casa. Mi hanno preso a calci e pugni, hanno armato una pistola e me l’hanno puntata alla tempia.

Chi parla è Alberto Filippi, ex senatore della Lega. Imprenditore molto conosciuto nel vicentino. Ieri notte ha subito una rapina a mano armata al rientro nella sua villa ad Arcugnano. Dalla voce traspare tutta l’angoscia e la paura della notte appena trascorsa. Cerchiamo di farcela raccontare

Lei arriva a casa e parcheggia l’auto in garage. Poi cosa succede?

Erano le ventitré. Appena sceso dall’auto, da un cespuglio sono spuntate delle persone incappucciate e mi hanno iniziato a prendere a calci e pugni

Quanti erano?

Erano in quattro

Italiani?

No, accento dell’est

Cosa le hanno fatto?

Dopo avermi pestato di botte uno di loro ha armato una pistola, ho ancora impresso il rumore dello scatto poi la pressione sulla tempia. Mi hanno trascinato in casa

Una volta in casa?

Mi hanno tenuto sotto sequestro un’ora in una stanza con un cacciavite di venti centimetri puntato

In quell’ora cosa hanno fatto?

Hanno raggiunto la stanza mia moglie e delle mie figlie e hanno iniziato a svaligiare tutto

Che ora è stata?

Un’ora infinita, mi è passata tutta la vita davanti. Ho temuto per la loro vita. Ero terrorizzato che potesse accadere qualcosa di brutto a loro. Erano armati e volenti

Le hanno portato via molto?

Tutto quello che avevo risparmiato in una vita di lavoro. Gioielli, orologi: i miei risparmi li investo sempre così. Erano il mio futuro. Non c’è più nulla. Non è rimasto niente.



Ora cosa pensa di fare?

Mi sono affidato alle forze dell’ordine, ho molte telecamere. Spero vengano presi. Io ho solo addosso la paura, il dolore fisico, il terrore per mia moglie e tanta rabbia.

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