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Mediaset, Consulta: "Berlusconi non mostrò leale collaborazione"

Nella motivazione della Corte il perché del mancato impedimento nel processo Mediaset. "Non spiego la necessità del Cdm"

La Corte Costituzionale riunita nel palazzo della Consulta
La Corte Costituzionale riunita nel palazzo della Consulta

Il principio di leale collaborazione non fu "bidirezionale". Nel pubblicare la motivazione della sentenza sul legittimo impedimento, con cui il 19 scorso ha respinto il ricorso presentato da Silvio Berlusconi, la Corte Costituzionale sottolinea che se un giudice è tenuto a considerare gli impegni del premier, lo stesso deve fare - all'inverso - il presidente del Consiglio, facendo spazio al processo tra i suoi impegni.

L'autorità giudiziaria, si legge nelle pagine della motivazione, esercitò il suo ruolo, ma "senza ledere prerogative costituzionali dell’organo di governo, che restano tutelate in ordine sia all’attività sia all’organizzazione". Nel non riconoscere il legittimo impedimento, relativamente all'udienza del primo marzo 2010 legata al processo Mediaset, l'autorità giudiziaria dunque ha tenuto conto del suo dovere "di assolvere le funzioni pubbliche assegnategli", riducendo "l’incidenza indiretta della funzione giurisdizionale sull’attività del titolare della carica governativa".

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