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Migranti, l'incontro per la "formazione" dei "volontari No Cpr" nell'aula consiliare

L’appuntamento ad Aulla, dove dovrebbe sorgere il Centro di permanenza per i rimpatri in Toscana

Migranti, l'incontro per la "formazione" dei "volontari No Cpr" nell'aula consiliare
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L’ipotesi di realizzare il Cpr in Toscana sta agitando la sinistra: lo stesso governatore, che prima aveva dato l’ok, ora si è tirato indietro. Il luogo identificato è Aulla, in provincia di Massa Carrara, dove nei prossimi giorni è in programma anche un’assemblea nell’aula Consiliare del Comune su informazione e formazione “volontari no Cpri”, con la partecipazione di Igor Zecchini della “Rete Mai più Lager No Cpr”. A organizzare l’incontro sono il circolo Arci Agogo di Aulla e Spi Cgil Lunigiana.

Giovedì 7 maggio, si legge, “invitiamo a informarvi e formarvi su cos'è un Cpr e sul nuovo testo per la remigrazione. Rafforziamo il ‘no collettivo’ qui e altrove. Interverrà Igor Zecchini della Rete Mai più lager - No ai Cpr”. La polemica non riguarda soltanto la logistica o la sicurezza, ma assume i contorni di una vera e propria barricata ideologica che spacca il territorio. Il coinvolgimento di sigle come lo Spi Cgil e l'Arci dimostra la volontà di trasformare la Lunigiana in un laboratorio di resistenza contro le politiche migratorie del governo. La mobilitazione punta a sensibilizzare l'opinione pubblica locale e dipingendo i Centri di permanenza per il rimpatrio come luoghi di pura detenzione, ignorando la necessità di gestire in modo ordinato ed efficace le espulsioni dei migranti irregolari.

Questa chiusura preventiva rischia di lasciare la Toscana in un limbo operativo. Mentre i comitati “No Cpr” affilano le armi della retorica, resta inevasa la questione della sicurezza e della legalità in un'area che necessita di risposte concrete. “Ci saremmo aspettati da Giani un altro dei suoi consueti poker di aiuti finanziari, non l'ennesima polemica contro una scelta di sicurezza che il Governo sta portando avanti con chiarezza. Il Cpr in Lunigiana non è un problema da agitare per convenienza politica: è una struttura di detenzione amministrativa, e proprio per questo va affrontata con serietà, non con propaganda”, ha dichiarato il senatore toscano della Lega Manfredi Potenti. Rafforzare la rete dei Cpr, hanno aggiunto i deputati di Fratelli d'Italia Sara Kelany, Responsabile immigrazione del partito e Francesco Michelotti. “significa incrementare i rimpatri e lasciare meno criminali a piede libero.

La sinistra vuole esattamente il contrario: smantellare i CPR e liberare gli immigrati socialmente pericolosi che devono essere rimpatriati. Giani non fa l'interesse dei toscani, in questo momento la regione chiede sicurezza, legalità, risposte concrete. Il governo Meloni è pronto a darle: Giani e la sinistra Toscana vanno in direzione contraria”.


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