“Morte allo Stato”, con il simbolo degli anarchici che sembra lasciare poco spazio ad interpretazioni circa la paternità dell'atto vandalico. Ed ancora “Lega Salvini e lascialo legato”, per una scritta corredata da falce e martello. Sono le frasi con cui ignoti hanno vandalizzato la sede della Lega a Massa. Sono stati alcuni degli esponenti del Carroccio toscano a porre l'accento sul tema, per un duplice episodio di intolleranza verificatosi nella giornata del 25 aprile.
“Grave quanto accaduto a Massa, dove la sede della Lega è stata imbrattata da anarchici con scritte violente, simboli estremisti e messaggi deliranti contro lo Stato e le istituzioni. Un atto politico intimidatorio che rivela un clima di odio ideologico sempre più preoccupante. Chi scrive ‘morte allo Stato’ e inneggia alla violenza dimostra di non avere alcun rispetto per la democrazia e per le regole della convivenza civile – ha commentato l'europarlamentare leghista Susanna Ceccardi - questi delinquenti pensano di zittire le idee altrui con le bombolette spray, ma si sbagliano di grosso. La Lega non si farà intimidire e continuerà, con ancora più determinazione, a difendere sicurezza, legalità e libertà. Piena solidarietà ai nostri militanti e ai volontari di Massa, che ogni giorno portano avanti il loro impegno sul territorio. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché i responsabili vengano identificati e puniti”.
Sulla questione è intervenuto anche il deputato leghista Andrea Barabotti. "Mentre a Sant'Anna di Stazzema si teneva un comizio politico da cui Elly Schlein parlava di libertà, diritti e presunti rigurgiti fascisti, a pochi chilometri accadeva altro – ha scritto sulla propria pagina Facebook - la sede della Lega di Massa veniva imbrattata con scritte violente e minacce contro il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. E a Carrara, al nostro gazebo, un soggetto aggrediva verbalmente i volontari, venendo poi portato via dai Carabinieri. Questa è la realtà. Il clima di odio e di intolleranza non è dove qualcuno lo racconta.
Nei fatti, troppo spesso, arriva da una certa sinistra. Non è un caso che tutto questo accada proprio nel giorno della Liberazione dopo settimane di odio urlato dai banchi delle opposizioni sul decreto sicurezza".