No straordinari? No proclamazione del nuovo governatore di Sicilia, Rosario Crocetta. Non è una ripicca ma il paradosso, tutto italiano, che di fatto sta paralizzando la corte d’Appello di Palermo, impedendo che il nuovo presidente della Regione siciliana possa insediarsi e cominciare a lavorare. Succede infatti che, per effetto della
La proclamazione sarebbe dovuta avvenire già mercoledì 7 novembre, a una settimana dal voto. Poi un primo slittamento, a venerdì 9 novembre. E adesso un altro rinvio, imprecisato. Per completare la verifica dei voti, infatti, mancano ancora i dati del tribunale di Agrigento, relativi alle liste provinciali. Subito dopo in Corte d’appello gli uffici elettorali procederanno alla verifica dei listini, quindi potrà avvenire la proclamazione del governatore. Stessa trafila, evidentemente più lunga visto che sono 90, dovrà essere seguita per i nuovi deputati regionali. Il tutto mentre l’Assemblea regionale è attesa da impegni incombenti, a cominciare dal bilancio, che in una Regione sull’orlo del default non è proprio un dettaglio insignificante.
Crocetta comunque continua la sua campagna acquisti per la giunta. Dopo il cantautore Franco Battiato, è la volta di un magistrato, il pm antimafia di Caltanissetta Nicolò Marino. Secondo indiscrezioni, inoltre, dovrebbero entrare in squadra anche i grillini, con Concetta Raia, ex Pd, indicata inizialmente dai Cinque Stelle siciliani come possibile presidente dell’Assemblea regionale.
