Gli anarchici tornano in Valsusa. L'appuntamento è previsto per questo sabato e lo scopo ufficiale della protesta risiederebbe nella ribellione contro la presenza di presunti militari israeliani in zona, anche se sembra si tratti di semplici cittadini israeliani.
Ma per questo No Tav e Askatasuna, accompagnati da sigle di analoga matrice, dopo essere rimasti «orfani» di Torino, tornano nel luogo di origine. Un posto che definiscono «terra di lotta contro la militarizzazione e la repressione. Non accetta di spazio di decompressione per chi ha le mani sporche di sangue. Non accettiamo che il nostro territorio venga sfruttato per lavare coscienze e dividere». Il tutto al grido di «Fuori i sionisti dai nostri territori. Fuori i sionisti dalla Palestina. Val di Susa solidale con la Resistenza palestinese», in un mix di anarco-insurrezionalisti e finti pro Pal che hanno devastato sabato 31 gennaio il capoluogo piemontese ferendo oltre cento agenti.
Non hanno scelto una location casuale per continuare le loro proteste, ma la stessa in cui negli anni sono avvenuti sabotaggi come quello del 2011 al cantiere della Maddalena, o le incursioni notturne del 2012, fino ad arrivare ai fenomeni del 2013. Il triennio più caldo, dopo il picco del 2005, in cui la Val di Susa era diventato un vero e proprio centro nevralgico di conflitto permanente.
Restando sempre sui gruppi anarchici c'è chi ha rivendicato il tentativo di sabotaggio alla linea ferroviaria del 7 febbraio alla stazione di Pesaro nelle Marche (in foto), e si tratta del gruppo «La Nemesi» che, secondo quanto risulta a Il Giornale, farebbe riferimento a una realtà di anarco-insurrezionalisti umbri. «Quest'azione mira a rendere visibili le contraddizioni che si porta con sé lo spettacolo delle Olimpiadi, in questo caso quelle invernali Milano Cortina 26. Tra i vari partner ufficiali di questi giochi ci sono aziende come Leonardo, Eni, Gruppo FS, che collaborano e speculano su guerre e devastazione della terra in nome del feroce progresso capitalista. Solidarietà combattiva con tutti i lavoratori che si ribellano allo sfruttamento dei padroni, con i popoli in lotta per la liberazione della loro terra e con chi insorge contro questa società. Libertà per tutti i ribelli in gabbia», hanno fatto sapere. Ci sono comunque dei dettagli nel comunicato che fanno riflettere: mancano una serie di elementi tipici in chi rivendica simili azioni dopo averle personalmente compiute.
Sono assenti i dettagli tecnici, le minuzie, i particolari che gli eversori sono soliti reclamare. Questo avviene all'indomani della presa di posizione del sito d'area anarchica «sottobosko.noblogs» relativamente all'attentato incendiario lungo i binari ferroviari di Castel Maggiore (Bologna).