Occupazione femminile, il Fmi bacchetta l'Italia: "Siete i peggiori nell'Ue"

Lagarde avverte Renzi: "L'Italia incoraggia meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro"

Occupazione femminile, il Fmi bacchetta l'Italia: "Siete i peggiori nell'Ue"

"Il vostro è uno dei Paesi della zona euro che incoraggiano meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro". In una intervista al Corriere della Sera, il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde chiede al governo di Roma "un cambiamento di rotta" e invita, con forza, a incentivare il lavoro femminile per "avere effetti benefici sulla produzione di reddito aggiuntivo e, quindi, sull’uscita da un periodo di stagnazione".

La Lagarde porta a esempio l'Olanda, un Paese che ha avuto molto successo in questo campo. Negli ultimi anni il governo di Amsterdam ha, infatti, dato la possibilità di creare lavori flessibili part time senza alcuna restrizione. "Quello del nuovo primo ministro Matteo Renzi è un programma molto ambizioso che, se tradotto in provvedimenti e attuato con determinazione, produrrà un significativo miglioramento delle condizioni economiche dell’Italia", commenta l'ex ministro dell’Economia francese definendo "ambizioso" il progetto dell'esecutivo in carica dal momento che "spazia dal mercato dal lavoro alla riforma dei servizi fino al miglioramento di un sistema giudiziario oggi molto lento". Secondo la numero uno del Fmi, quella di Renzi è un’impostazione di politica fiscale che "guarda più alla riduzione delle spese che all’aumento delle entrate tributarie".

Quanto al tetto del deficit la Lagarde è convinta che tocchi all’Unione europea decidere su questo punto: "Ma chiaramente la cosa importante è che si imbocchi un positivo sentiero di consolidamento fiscale e che tutto sia poggiato su un solido piano a medio termine". Pur sottolineando il "rafforzamento dell’Eurozona", avverte infatti i rischi della bassa inflazione: "È necessario un sostegno anche da parte delle banche centrali". Dopo le politiche monetarie e fiscali già messe in atto resta la terza cassetta degli attrezzi: quella delle riforme strutturali, a partire dal mercato del lavoro. Qui la Lagarde indica nel Messico un esempio da seguire.

Nell'intervista al Corriere della Sera, il direttore del Fmi riflette anche sulla disparità nella distribuzione del reddito. Gli studi del Fondo monetario arrivano a due conclusioni. Primo: le diseguaglianze dei redditi non favoriscono una crescita sostenibile. Secondo: l’idea che la redistribuzione del reddito non contribuisce a sostenere le economie è con ogni probabilità infondata.

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