Il contesto politico ed economico si caratterizza oggi per l’intersezione di tre fronti: la proposta sulla proprietà pubblica dell’oro di Bankitalia, la revisione degli emendamenti alla legge di Bilancio e la situazione economica nazionale, che l’Istat fotografa in lieve recupero. Il governo, a due settimane dall’arrivo in Aula della manovra, si trova a dover sintetizzare e compensare spinte di diversa direzione e intensità. Nel frattempo, l’economia cresce dello 0,1% nel terzo trimestre con un’inflazione stabile all’1,2 per cento.
La proposta del capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, che prevede che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato» è stata letta dai tecnici del Tesoro come una possibile nazionalizzazione di contenuto espropriativo. La gestione delle riserve rientra nel Sistema europeo delle banche centrali e qualsiasi intervento nazionale rischierebbe di violare il divieto di finanziamento monetario e l’indipendenza della banca centrale. L’oro custodito da Bankitalia, pari a 2.452 tonnellate, è un asset strategico non destinato alla copertura del debito pubblico ma alla stabilità del sistema e della moneta unica. Anche una dichiarazione formale di proprietà statale non consentirebbe l’utilizzo dei lingotti per finalità fiscali o di politica economica, come già chiarito dalla Bce nel 2019. L’approvazione senza parere europeo potrebbe aprire un nuovo fronte con Bruxelles, subito dopo l’apertura della procedura d’infrazione sul Golden Power.
Sul piano della manovra, la maggioranza sta riformulando numerosi emendamenti dichiarati inammissibili. Fratelli d’Italia ha rivisto il testo sulla tassazione delle plusvalenze da cripto-attività, confermando l’aliquota al 26% anche nel 2026, con copertura individuata nel Fondo per interventi strutturali del Mef.
La definizione delle operazioni non fiscalmente rilevanti è stata ampliata ai token in euro e il ministro dell’Economia avrà il compito di aggiornare annualmente le disposizioni attuative.
Simile revisione ha riguardato la decontribuzione per assunzioni nel Mezzogiorno, ora finanziata con risorse 2021-2027 del Fondo per lo sviluppo e la coesione, limitata a nuove assunzioni stabili dal 2026 e alle imprese non micro o Pmi. Anche Noi moderati ha corretto gli emendamenti sull’esclusione della prima casa fino a 200mila euro dall’Isee nei grandi centri e sulla cedolare secca al 15% per le locazioni di lunga durata. Fdi ha modificato la proposta sul trattamento pensionistico del personale di Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, applicando i nuovi coefficienti solo dal 2026 con copertura chiara.
Sul fronte economico, l’Istat segnala una crescita del Pil dello 0,1% (invariato nella prima stima preliminare) rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% su base annua.
La domanda interna mostra dinamiche positive, con consumi e investimenti in aumento, mentre l’industria registra un arretramento dello 0,3%, confermando debolezze strutturali. Il valore aggiunto dei servizi cresce dello 0,2% e quello dell’agricoltura dello 0,8%. L’inflazione di novembre è rimasta stabile (+1,2% tendenziale), ma a livello congiunturale è calata dello 0,2% rispetto al -0,1% atteso dagli analisti. In particolare è il carrello della spesa ad aver conosciuto un deciso rallentamento negli ultimi mesi, passando da una variazione su base annua del 3,4% di agosto all’1,9% di novembre.