La lunga vita di Paolo Cirino Pomicino è stata segnata da una battaglia personale altrettanto impegnativa della sua carriera pubblica: la salute del cuore.
Già nel 1985, negli Stati Uniti, a Houston, fu sottoposto a un quadruplice bypass coronarico, un intervento complesso necessario per bypassare arterie gravemente ostruite.
In quegli anni la cardiochirurgia stava facendo progressi specialmente negli Usa, ma rimaneva ancora ad alto rischio: operazioni come quella di Pomicino erano riservate a pazienti con ostruzioni multiple e rappresentavano una delle procedure più impegnative della cardiochirurgia revascolare dell'epoca.
Dodici anni più tardi, nel 1997, la malattia coronarica continuava a progredire e Pomicino dovette affrontare un secondo intervento chirurgico al Brompton Hospital di Londra, questa volta un duplice bypass coronarico. Anche questa operazione segnò un momento critico nel suo percorso clinico, evidenziando come la malattia fosse persistente e non completamente risolta dal primo intervento.
Negli anni successivi le difficoltà cardiache peggiorarono ulteriormente, fino a rendere necessario un trapianto di cuore. Il 9 aprile 2007, Pomicino ricevette un nuovo cuore al Policlinico San Matteo di Pavia, sotto la guida del professore Mario Viganò, tra i massimi esperti italiani di trapianti cardiaci.
Questo intervento rappresentò il culmine di una lunga storia clinica, che ha visto il politico affrontare rischi chirurgici e terapie complesse per garantire la propria
sopravvivenza. Per ringraziarlo del "dono della vita per la seconda volta", Pomicino volle il cardiochirurgo Viganò come suo testimone di nozze nel 2014 quando si risposò con Lucia Marotta, dopo un fidanzamento di 13 anni.