Roberto Hamza Piccardo, uno dei fondatori dell’Ucoii (l’unione delle comunità islamiche italiane) torna a parlare di referendum sulla giustizia, e lo fa con un video sui social in cui spiega il peso elettorale e secondo lui decisivo che ha la comunità islamica nel far vincere il no alle urne. Questo prima di definire la riforma portata avanti dal Governo Meloni “una schiforma”. E prosegue: “Le conseguenze di questa scelta ci darebbero maggior dignità e forza di fronte a quel fronte di Governo che ha fatto dell’islamofobia e dello sciovinismo il suo asino di battaglia”. Beh, in realtà questo Governo ha combattuto chi come Mohammad Hannoun ha frequentato terroristi, chi come il figlio, Davide Piccardo, condivide il messaggio di fine Ramadan registrato dai militari di Hamas, chi come Brahim Baya esalta i missili iraniani e scrive “go Iran”.
Poi Piccardo padre si lancia in una lezione di giurisprudenza spiegando che “l’autonomia della magistratura è un bene prezioso”, cosa che nessuno ha mai messo in discussione, tantomeno questa riforma, e che “il sistema che regola i tre poteri dello Stato è da tempo sotto attacco e pare che la democrazia non sia più funzionale al turbo capitalismo imperante”.
A che titolo Piccardo insulta e impartisce lezioni di democrazia? Sono questi i volti del no? Poi forse l’insinuazione più grave in cui viene detto che si approva “tutto ciò che al governo conviene: la separazione
delle carriere è solo una scusa per quello che si vuole, lo svuotamento dei poteri reali del Csm, per cui è interesse delle minoranze, quali siamo anche noi, sostenere e difendere i valori costituzionali della repubblica”.