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Ponte sullo Stretto, via libera al decreto: tutti i dettagli

Dopo il confronto con Mattarella arrivano le modifiche: niente più scudo sulla responsabilità contabile e più compiti a Mit che dovrà rivedere il piano economico-finanziario dell'opera

Ponte sullo Stretto, via libera al decreto: tutti i dettagli
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Il governo Meloni ha ufficialmente licenziato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina. A quanto si apprende, infatti, il Consiglio dei Ministri riunitosi questo pomeriggio a Palazzo Chigi ha approvato il dl con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni riguardanti questa infrastruttura con la “cancellazione” di alcune norme sulle quali erano nate delle discussioni e perplessità a livello istituzionale.

In particolare, viene messa alla porta la disposizione che, in una bozza precedente, riduceva i poteri di controllo della Corte dei Conti sugli atti del CIPESS, passaggio chiave per sbloccare l’iter del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Oltre alla correzione sui controlli contabili, il nuovo testo archivia anche la nomina di Pietro Ciucci a commissario straordinario dell’opera. L’amministratore delegato della Stretto di Messina avrebbe dovuto svolgere un ruolo centrale nel dialogo con la magistratura contabile e nel coordinamento con le istituzioni europee. Il decreto aggiornato non prevede più questa figura, segnando un cambio di strategia rispetto alle intenzioni originarie dell’esecutivo.

Determinante, in questo senso, il lungo confronto con il Quirinale. Più attenuato il perimetro del controllo della Corte dei Conti. Cadono i riferimenti allo scudo sulla responsabilità contabile, rimane invece la figura del commissario per le opere ferroviarie complementari, per ora indicata nella persona dell’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi. La nuova versione del decreto assegna dunque al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il compito di curare gli adempimenti istruttori necessari all’adozione di una nuova delibera del CIPESS, in coordinamento con Palazzo Chigi e gli altri ministeri coinvolti.

Sarà sempre il dicastero guidato da Matteo Salvini a occuparsi del confronto con Bruxelles sulla compatibilità del progetto con le norme europee. Viene così respinta – ove mai fosse nata – qualsiasi ipotesi di ridimensionamento dei controlli di legittimità, anche perché era stato poche ore fa proprio il vicepresidente del Consiglio a negare l’esistenza di una norma volta a limitare i poteri della Corte dei Conti. Una posizione che, di fatto, ha aperto la strada alla riscrittura dell’articolo contestato.

È stato poi ulteriormente chiarito che sarà il Mit a farsi carico dei passaggi necessari per rispondere alle richieste dei giudici contabili, dialogare con la Commissione europea e avviare le attività preliminari ai cantieri.

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