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Primo comizio di Arianna Meloni per FdI. Poi l'annuncio: "Non mi candido in Ue"

"Portiamo il modello italiano in Europa", afferma la sorella del presidente del Consiglio a Viterbo in vista dell'avvio della campagna elettorale europea. E aggiunge: "Non voglio fare la leader, resto militante"

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"L'Italia cambia l'Europa". Questo il titolo dell'incontro che ha richiamato più di 300 persone a Viterbo, alle Terme dei Papi, per ascoltare Arianna Meloni. La sorella della presidente del Consiglio e responsabile del tesseramento di Fratelli d'Italia è arrivata nella sala del comune laziale ed è stata accolta da un applauso dalla platea, di vecchi e giovani militanti, nonché amministratori locali. Si tratta di uno dei primi appuntamenti di FdI per la campagna elettorale delle elezioni europee dei prossimi 8 e 9 giugno, in una città che non solo vide la vittoria di Giorgia Meloni come presidente di Azione Giovani, ma anche il 40% abbondante delle preferenze alle ultime elezioni Politiche per il suo partito.

"Oggi si è parlato tanto di questa mia presenza qui a Viterbo. ci si è chiesti 'ha cambiato profilo, improvvisamente vuole fare il grande leader'?. No - sottolinea la Meloni - non sono qui per sostituire il presidente del Consiglio, per fare chissà cosa, il capo del partito, sono qui da dirigente di FdI e da militante, questo siamo, abbiamo scelto di fare politica senza avere nessuna ambizione personale, è con questo spirito che abbiamo iniziato a fare politica". Subito dopo la fine del comizio, la sorella del capo del governo rivela poi ai cronisti presenti a Viterbo: "Non mi candido alle Europee", aggiungendo di non amare di stare "sotto i riflettori, credo che si possa fare politica anche stando dietro le quinte. A fare questo lavoro dietro le quinte siamo un esercito di uomini e donne".

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La responsabile del tesseramento di Fratelli d'Italia racconta che il suo partito dopo tanti anni è arrivato al governo della Nazione. Per poi "correggersi" subito dopo. "In effetti non siamo arrivati, siamo appena partiti. Se riusciremo a cambiare le cose, se saremo così bravi e così concentrati, quella storia parlerà per noi. E sarà la storia del governo che cambierà l'Italia - afferma Arianna Meloni -. Dobbiamo essere consapevoli del ruolo che abbiamo, con serietà e responsabilità. Noi siamo sempre gli stessi, non siamo un'utopia". La vittoria alle elezioni politiche di un anno e mezzo fa "è stata la vittoria del popolo italiano che voleva essere governato da una maggioranza coese. Oggi abbiamo un'altra sfida: alla europee la battaglia delle battaglie, è portare il modello italiano", mette bene in chiaro.

Rimane poi il fatto che il governo presieduto Giorgia Meloni "ha riportato l'immagine della nostra nazione al centro del dibattito mondiale. E questa credibilità ha permesso all'Italia di sedersi ai tavoli europei con grande autorevolezza. Questo ci ha garantito l'erogazione della terza e quarta rata del Pnrr, che portano all'Italia circa 102 miliardi di euro". Senza contare come sia stata interrotta "la stagione delle mancette elettorali e aperto quella della concretezza, della lungimiranza e della buona spesa".

"Sono orgogliosa - ribadisce - quando racconto che con FdI si stanno raggiungendo gli obiettivi di crescita economica che avevamo promesso: aumento occupazione, crescita reddito, aumento del potere d'acquisto. Con la riforma del reddito di cittadinanza si distingue finalmente tra chi può lavorare e chi non può farlo. E chi non può farlo va sostenuto e non va lasciato indietro". Infine, la questione tasse: "Abbiamo dato inizio a una riforma del fisco che l'Italia attendeva da decenni. E abbiamo realizzato il più alto investimento mai previsto per la sanità, con i 135 miliardi stanziati con il fondo sanitario nazionale", conclude.

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