"Il voto del referendum vede da una parte chi vuole applicare la Costituzione e difendere la democrazia di questo Paese e dall'altra chi invece la Costituzione la vuole cambiare in maniera autoritaria. Per questo è importante andare a votare e votare no". Ecco l'ultima boutada targata Maurizio Landini e detta a margine del seminario "Democrazia senza Lavoro, Lavoro senza Democrazia", in occasione dell'assemblea generale del Comitato Centrale della Fiom.
In pratica, secondo il leader della Cgil, quelli che voteranno sì faranno parte della stessa barricata autoritaria. Anche quei tanti che da sinistra hanno annunciato il loro voto a favore del referendum. "Noi diciamo da tempo che bisogna far funzionare meglio la giustizia, bisogna fare le assunzioni, fare investimenti, usare maggiori tecnologie. Ma questo referendum non affronta questi temi, vuole cambiare sette articoli della Costituzione e ridurre l'autonomia della magistratura, di cui invece abbiamo bisogno. L'obiettivo del governo è essere meno controllato e poter influenzare la magistratura", tuona ancora Landini. Che poi conclude affermando che dalla legge sull'autonomia differenziata al premierato al decreto sicurezza, "quando si dice che c'è un governo che vuole mettere in discussione la costituzione, non è un processo alle intenzioni ma un'analisi di quello che sta succedendo".
In merito alle foto bruciate di Meloni e Nordio e al clima d'odio che si respira in questi giorno il segretario del sindacato ha minimizzato: "Chi sta alimentando un clima fuori dai toni
penso sia proprio il governo, a partire da chi collabora con Nordio". Le foto bruciate? "Sono stupidate e bisognerebbe dargli il peso che hanno. Sono errori molto concreti. I toni vanno mantenuti da tutti entro i limiti".