Sono le ultime ore di campagna elettorale per il referendum prima del silenzio che scatterà domani sera. Sono le ultime possibilità per le due parti di sostenere una o l'altra possibilità dopo lunghe settimane di propaganda più o meno corretta. Tra chi sta usando queste ultime possibilità c'è anche il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ospite di Un Giorno da Pecora ha fatto anche la sua previsione sulla vittoria: “Secondo me finirà 54% SI e 44% No”. Per la vittoria, il ministro si è detto disposto anche a fare un fioretto: “Rinunciare ad un mese di primi piatti, dal 23 marzo al 23 aprile, è impegnativo.
Non è la prima volta che Salvini propone questo tipo di soluzioni e sembra anche essere piuttosto sicuro di arrivare alla vittoria, che confermerei il lavoro del governo nell'ambito della riforma della giustizia: “Non è un referendum pro o contro il governo. É un referendum per gli italiani”. Proprio per questa ragione, Salvini ha ribadito ancora che anche in caso di vittoria del “no” non ci sarà alcuna crisi di governo o una sua dimissione: “Perché dovrei? Ho tanti di quei progetti in questo anno che ci manca da portare avanti”. Il ministro ha anche parlato della partecipazione del premier Meloni al podcast di Fedez, una partecipazione che ha generato polemiche soprattutto a sinistra, nonostante sia stato più volte spiegato che tutti gli esponenti politici sono stati invitati: “Ha fatto benissimo ad andarci ma non l'ho vista. Fedez mi ha invitato ad andare al suo podcast, se avrò modo ci andrò in futuro”.
Durante la puntata de Un Giorno da Pecora, Salvini ha anche scherzato sulla sua fede calcistica ma davanti alla domanda se preferisse la vittoria dello scudetto del Milan o la vittoria del referedum, il ministro non ha avuto alcun dubbio: “Il sì al referendum; lo scudetto al Milan è il periodo ipotetico dell'irrealtà. E poi da tifoso dico che abbiamo già goduto nei derby.
Preferisco la vittoria del sì, sapere che ci sono migliaia di italiani che sono finiti in guai giudiziari senza che nessuno ne abbia pagato le conseguenze mi dà terribilmente fastidio”. Quindi, il ministro ha chiosato: “Anche perché non so a quanti punti siamo dalla prima, sono troppi, e poi segniamo molto poco”.