Matteo Renzi lancia da Milano il suo progetto riformista, una nuova Margherita, di ultima generazione cioè 4.0 al cui centro ci saranno i sindaci e "chi non crede più nello stare in questo Pd". L'ex premier parla dal palco dell'assemblea nazionale del partito: in platea il sindaco Giuseppe Sala, il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, ma anche l'ex eurodeputato Pd Pietro Bartolo, che entra nel partito, e la deputata Dem Marianna Madia. "Se ci perderemo in mille sigle, rivoli, veti, tatticismi, non riusciremo a spuntarla e non sapremo dare all'Italia il futuro che merita" ed è quindi "per vincere questa sfida che ho deciso di aderire al progetto di Casa riformista", spiega il medico di Lampedusa. "Sono venuta ad ascoltare - spiega invece Madia -. Ho trovato molto condivisibile la relazione di Renzi". Il leader di Iv chiama a raccolta nella Casa riformista chi al centro vuole "allargare le porte", con l'obiettivo di creare una coalizione di centrosinistra che nel 2027 possa battere la destra e un governo "che sta impoverendo l'Italia". Una riedizione del soggetto centrista che nel 2002 aveva unito cattolici, democratici, liberali e riformisti con lo slogan di Democrazia è Libertà. E poi attacca più volte il Pd che inaugura la campagna elettorale per le comunali a Milano parlando di "discontinuità", quando in città il centrosinistra vince da quindici anni, così "si fa solo un regalo a Salvini". Lo sguardo va al 2027, anno di elezioni nazionali e comunali. "L'opposizione deve smetterla di piangersi addosso e deve fare opposizione sui contenuti", rimarca il leader di Italia Viva". I sondaggi dimostrano che la "partita è aperta" secondo Renzi, che però manda un messaggio al centrosinistra perché non ci siano più veti di nessun tipo.
"Nel 2027 si vota per le elezioni politiche: o vince la Meloni o vince il centrosinistra - sottolinea Renzi-. Io credo che non ci sia nessuno nel centrosinistra, né tra i centristi né tra la sinistra radicale, che si possa permettere il lusso di mettersi a litigare per perdere". E poi secondo l'ex premier qualcosa sta accadendo anche nel centrodestra, che potrebbe indebolire la coalizione avversaria ed ha un nome e un cognome, Roberto Vannacci: "Lo state sottovalutando, perché nel momento in cui il generale rompe con la Lega, allora la Lega e la destra i voti rischiano di perderli, quando c'è qualcosa che nasce all'estrema destra". Questo potrebbe portare via "almeno tre punti", il pronostico. Milano diventa il modello vincente per il centrosinistra: qui la coalizione che riunisce Pd, Verdi, Azione e Italia Viva vince e per questo dal palco dell'assemblea nazionale Renzi difende il sindaco Beppe Sala, seduto in prima fila ad ascoltarlo. "Chi chiede discontinuità a Milano la chiede rispetto a un centrosinistra che vince"; e poi la discontinuità a "Milano di cognome fa Salvini e quindi chi ne parla gli fa un regalo", evidenzia Renzi commentando la polemica degli ultimi giorni tra il Pd e Sala, con i Dem che l'hanno invocata in vista della ricerca del prossimo candidato sindaco. "La discontinuità per la sinistra è perdere a Milano - sottolinea ancora l'ex premier - e per parlarne come valore ci vuole una laurea". Parole per le quali il sindaco Beppe Sala ringrazia dal palco l'ex premier, con cui i rapporti non sono stati sempre sereni negli anni. "Grazie per lo sforzo che avete fatto in questi anni per tenere insieme il centrosinistra", sottolinea il primo cittadino che si batte da tempo perché nasca un soggetto moderato a sinistra.
Chissà se anche lui una volta chiusa l'esperienza da sindaco aderirà alla Casa Riformista. La porta è aperta a chi vorrà contribuire, "ma c'è un punto, chi entra non sta alla finestra, viene a dare una mano, ha voglia di fare", conclude Renzi.