Leggi il settimanale

"Molti all’opposizione sono pro riforma della Giustizia, ma votano 'no' per politica"

Il ministro alla Camera torna a difendere la riforma. "Moltissimi esponenti lontani dalla nostra posizione politica si sono schierati a favore"

"Molti all’opposizione sono pro riforma della Giustizia, ma votano 'no' per politica"
00:00 00:00

Il ministro Nordio torna a difendere la riforma della giustizia. E alla Camera, nonostante il suo discorso sia più volte accompagnato dal brusio delle opposizioni, continua a ribadire che non si tratta di un modo per andare contro la magistratura. Lo dimostra, sostiene il Guardasigilli, che nel campo dei sì si sono schierati moltissimi esponenti con idee politiche opposte a quelle che sorreggono la maggioranza. "Deve essere chiaro - dice Nordio parlando alla Camera- che la riforma della Giustizia, che mira ad attuare una rivoluzione processuale di 40 anni fa, non è né contro la magistratura, né contro l'opposizione, né contro nessuno. Ma vi sono stati moltissimi esponenti lontani dalla nostra posizione politica che si sono schierate a favore. Un membro dell'opposizione, l'onorevole Bettini, ha detto che sarebbe stato favorevole ma poiché questo è un voto politico che sarà pro o contro Meloni, lui voterà contro".

Aggiunge Nordio che non corrisponde a verità che la riforma sia "una sorta di oltraggio o di vulnus alla Costituzione. Il vulnus alla Costituzione deriverebbe dal fatto che vogliamo mettere il pubblico ministero sotto l'esecutivo eccetera, in una petulante litania davanti alla quale non vi è possibilità di replica". Mentre pronuncia queste parole in aula si alza il brusio di protesta delle opposizioni. Nordio entra poi nel merito della relazione sulla Giustizia sottolineando che "l'efficienza e la rapidità sono condizioni essenziali ma non sufficienti per una buona amministrazione della giustizia". Spiega poi, per quanto riguarda i minori, che uno dei capisaldi sarà la certezza della pena. "La pena deve essere equilibrata e proporzionata ma deve essere applicata. Non c'è di peggio che minacciare una pena e poi dire abbiamo scherzato.

Il nostro orientamento su questi provvedimenti sarà ispirato a questi principi: non ci dovranno essere reazioni eccessive o tiranniche ma bisogna tener presente che l'esecuzione e la certezza della pena è essenziale, anche per i minori".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica