Il Pdl fa quadrato attorno al Cav

Sale la tensione alla vigilia del verdetto dei giudici. Biancofiore: "Se non lo assolvono lasciamo il governo e le camere"

Il Pdl fa quadrato attorno al Cav

Tutti col Cav. A quarantotto ore dalla sentenza della Cassazione tutto il Pdl fa quadrato attorno al suo leader. La linea è ancora quella della calma e dell'attesa. L'ottimismo e la speranza che la Suprema corte riveda le decisioni prese nei precedenti gradi di giudizio ci sono ancora. Ma c'è anche chi pensa già a come protestare contro un'eventuale sentenza negativa. "In caso di condanna di Silvio Berlusconi, le dimissioni del Pdl non saranno solo dal governo, ma saranno di tutti i parlamentari Pdl. Lo abbiamo deciso in assemblea di gruppo, tutti d’accordo. Noi tutti siamo quel che siamo grazie a Berlusconi e gliene siamo grati. Le mie da sottosegretario sono pronte, come quelle dei ministri, se andasse male. Ma non ce ne sarà bisogno", rivela Micaela Biancofiore a Repubblica.

Un "giudizio universale"", dunque, davanti al quale non potrà rimanere indifferente quella grossa parte di italiani che da anni appoggia e vota il Cavaliere e il centrodestra. "Se fino ad ora il presidente Berlusconi ha dato la linea della responsabilità, del silenzio, del rispetto, da dopo il 30 luglio tutto ciò non potrebbe non valere più per quegli oltre 10 milioni di italiani che certamente non rimarranno in silenzio se si verificasse questo attentato alla democrazia", avvisa l'onorevole Daniela Santanché. "La storia di questi vent’anni di accanimento giudiziario ai danni di Silvio Berlusconi ha sinora dimostrato che per il leader del più grande partito di centrodestra la giustizia non c’è. Pertanto sono e rimango pessimista anche se fino all’ultimo mi auguro di essere smentita il giorno 30", prosegue la Santanché. "La responsabilità di chi deve decidere è dunque altissima. Anche questa volta - conclude - la politica è miope e molti pensano a quali potrebbero essere le ripercussioni sul governo, facendo finta di non capire che qui il problema non è il governo, ma la democrazia di un Paese. Non si facciano conti strani".

"L’atteggiamento da vero uomo di Stato assunto da Silvio Berlusconi in questi ultimi mesi è da guida per tutto il parito - commenta il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri-. E lo sarà ancora di più nelle prossime ore".

Fabrizio Cicchitto, alla vigilia del verdetto, lancia un appello agli "ermellini": "La sinistra nel suo complesso si è assunta in questi anni una gravissima responsabilità perchè - subaterna, o ricattata o complice - non ha diviso le sue responsabilità da quelle del partito dei giudici. Ci auguriamo che il 30 luglio la Cassazione prenda insieme decisioni giuste e ragionevoli".

Anche Mariastella Gelmini si rivolge direttamente ai giudici: "Quello che accadrà il 30, dunque, non è questione privata, ma interessa militanti, iscritti e non iscritti, simpatizzanti e anche gli avversari. Nessuno infatti può prescindere. Fermo restando che sarà Berlusconi a decidere le mosse successive al 30 luglio, rimane l’ansia per una sentenza che potrebbe cambiare gli equilibri e danneggiare il Paese".

Maurizio Sacconi allarga il punto di vista: quella di Berlusconi è una battaglia di tutti. "La vicenda giudiziaria di Berlusconi interessa tutti perchè investe principi elementari di libertà che il Pdl ha il dovere di difendere sempre. Quando investono l’autonomia della politica, la libera intrapresa, la responsabilità delle funzioni pubbliche o di pubblico interesse, l’opinione individuale, il pluralismo associativo".

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