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Schlein fa retromarcia: "Mi candido, ma non ci sarà il mio nome nel simbolo Pd"

La segretaria Pd ha presentato la squadra per il voto di giugno, priorità a migranti, ambiente e Lgbt. Lei sarà in campo: "Ma rimarrò in Italia per combattere Meloni"

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Alla fine è arrivata la retromarcia di Elly Schlein. Nelle ore roventi per la lista dei candidati delle europee, la segretaria del Partito Democratico è stata costretta a fare retromarcia: non ci sarà il suo nome nel simbolo.“Si è parlato in direzione, è stato proposto di inserire il mio nome in logo elettorale. Ringrazio chi ha fatto quella proposta, ma il contributo migliore a questa squadra lo posso dare correndo assieme alla lista. Questa proposta mi è sembrata più divisiva che rafforzativa”, le sue parole in una diretta Instagram. Un passo indietro legato indissolubilmente alla contrarietà di mezzo partito - segreteria compresa - per il tentativo di personalizzare il partito, rubandolo alla propria tradizione.

Nessuna sorpresa invece nella lista dei candidati dem alle europee. La segretaria ha dovuto fare i conti con le esigenze delle varie correnti e ha ribadito in qualche modo le sue priorità: migranti, ambiente e Lgbt. Trovano spazio le Sardine con Jasmine Cristallo, ma anche la componente cattolica con Marco Tarquinio. Ma soprattutto c’è la leader in campo: “Mi devo prendere la responsabilità a dare una mano a tutta la lista, ci sarò anch'io anche se rimarrò qui in Italia per confrontarmi con Giorgia Meloni giorno dopo giorno”. In altri termini, scenderà in campo giusto per le preferenze ed evitare il sorpasso del Movimento 5 Stelle.

Sempre sul punto, l’ex vice di Bonaccini ha spiegato di voler dare una mano al partito e la sua candidatura è da vedere come un tentativo di portare più in alto possibile il Pd. Come da tradizione, l’incentivo è il solito allarme nero, il vero cavallo di battaglia della sinistra: “La nostra famiglia socialista sarà l'unico vero argine alle destre nazionaliste e sovraniste in Europa, ho la speranza di poter dare una mano a eleggere il più possibile queste persone che si sono messe a disposizione”.

"Se insieme facciamo questa sfida, l'alternativa c'è già domani", ha aggiunto la Schlein nella sua filippica gonfia:"Se ci aiutate, rafforzerete anche l'alternativa al governo più di destra della storia repubblicana". Non è mancato un riferimento alla Rai e al martire Scurati, con la televisione di Stato definita il megafono del governo Meloni: "Abbiamo visto più volte questa destra attaccare i diritti delle persone, intaccare welfare e sanità pubblica.

Piena solidarietà ai giornalisti e agli intellettuali che hanno subito censure. Questa è una destra che sta portando avanti riforme pericolose: l'autonomia spacca l'Italia ed è frutto di un baratto cinico che hanno fatto con il premierato".

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