Silenzi su Francesca Albanese e un “buffetto” ai Giovani di Bergamo, che stavolta fanno un passo indietro: si lanciano in scuse “sincere e senza riserve”, dicendosi contrari “a qualsiasi forma di antisemitismo”. Eppure, la deriva del Pd continua a far rumore. Anche perché si misura sul terreno dell’ostilità anti-Israele ma si traduce in una perdita netta di credibilità su tutto.
La questione è generale. Il “settore giovanile” di Bergamo è uno degli epicentri delle posizioni oltranziste e di odio contro Israele, come si è visto che giovedì, quando i Giovani hanno pubblicato un post di questo tenore: “Meglio maiali che sionisti”. “Se la segretaria del Pd non esprime il suo sdegno per queste cose indecenti che deturpano il suo partito, ogni sua dichiarazione di “antifascismo” perderà ogni residuo di credibilità e di decenza” ha scritto anche Pierluigi Battista, opinionista e saggista che di questi temi a lungo si è occupato. E le reazioni sono state molte, su Bergamo e non solo.
Il problema del Pd è una deriva oltranzista, che è fatta di contiguità imbarazzanti con i pro Pal e si traduce in una sintonia profonda, come noto, con la relatrice Onu Albanese che sul partito - soprattutto sui suoi quadri territoriali – ha ancora molta presa, nonostante i suoi legami strutturali imbarazzanti (oggi partecipa all’Al Jazeera Forum con il leader di Hamas all’estero, Khaled Meshaal).
Bergamo dunque non è un caso isolato, basti pensare alle uscite sconsiderate di esponenti milanesi, o di altre realtà locali. Schlein invece, nella replica in direzione, ha accennato solo al caso-Bergamo, sollecitata da diversi interventi, e ha cercato di minimizzare, mostrando di voler considerare chiusa la pratica con le scuse e un qualche privato rimbrotto ai “ragazzi” del capoluogo orobico.
Daniele Nahum, già presidente dei Giovani ebrei italiani, uscito lo scorso anno dal Pd proprio a causa di clima, giovedì aveva commentato: “In un partito mediamente serio avrebbero già chiuso la sezione giovanile di Bergamo”. “Dormite pure sogni tranquilli – aveva aggiunto - non dirà nulla neanche stavolta. Il problema politico e culturale all’interno del Partito Democratico è ormai evidente”.
Previsione sostanzialmente azzeccata, quella del consigliere comunale milanese. La segretaria, infatti, nella sua replica ieri si è limitata a definire "inaccettabile" il post dei Giovani democratici, spiegando che "è stato rimosso e ci sono state scuse da parte loro". Eppure i Giovani democratici di Bergamo sono gli stessi che, poche settimane fa, hanno contestato un esponente del loro partito, Emanuele Fiano, già presidente della Comunità ebraica di Milano: “Hanno manifestato contro il fatto che io parlassi a Bergamo, insieme a Luciano Belli Paci” ha detto subito Fiano, denunciando quel contenuto social, e ricollegandolo a una deriva – appunto – che la dice lunga sulla attuale situazione del partito. Molto più che un episodio. “Ma io vorrei sapere – ha chiesto Fiano - queste sono le nuove leve del Pd? Qualcuno vi dirige? Sapete cosa sia il sionismo? C’è un partito che si occupa di voi?”. “Vi voglio aiutare nella vostra ignoranza e pericolosa china che state prendendo”, ha proseguito spiegando a quei giovani compagni, evidentemente a digiuno di storia – cosa sia il sionismo. E ha aggiunto, Fiano: questa china “non so dove porti voi e devo dire a questo punto anche me”. Unìannotazione che sembra il preludio di una lacerazione che a molti, a questo punto, pare inevitabile.
Il mondo ebraico, ormai, si considera tradito e abbandonato dalla sinistra.
Ma ormai questa linea pone un problema di credibilità generale ai Dem.
“Da osservatore esterno – commenta Luciano Belli Paci di Sinistra per Israele - dico che se non sono completamente ciechi dovrebbero vedere che non si tratta né di perdere una fastidiosa minoranza, né di perdere i quattro voti degli ebrei rimasti a sinistra. Quello che è in gioco è la collocazione politica del Pd come sinistra democratica, di governo, non subalterna agli estremisti e votabile da parte di settori moderati e riflessivi della società”.