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La sinistra lincia il cronista Rai. "La croce celtica come spilla". Ma era un encomio per il covid

I gruppi d’opposizione gli danno del nazista. Fi all’attacco: "Oltre i limiti della stupidità"

La sinistra lincia il cronista Rai. "La croce celtica come spilla". Ma era un encomio per il covid
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Tra corsa elettorale e caccia al fascista, le opposizioni scivolano su una croce celtica. Che, alla fine, croce celtica non era. Tutto parte da alcuni post che fanno rapidamente il giro dei social, quindi arriva una nota dei capigruppo di M5s, Italia Viva, Pd e Avs in commissione di Vigilanza Rai. Nel mirino il giornalista del Tg2 Andrea Romoli che secondo i parlamentari del centrosinistra avrebbe indossato al collo «un simbolo del nazifascismo» durante il tg. Solo che poi si scopre che la spilla sfoggiata dal cronista durante alcune dirette degli ultimi giorni non era altro che un encomio solenne che gli era stato conferito per l’opera prestata durante il Covid in un ospedale da campo in Calabria.
L’attacco deflagra in Vigilanza Rai. «Una croce celtica, simbolo del nazifascismo al Tg2. La sfoggia il giornalista Andrea Romoli, alle 20,30. Figlio dell’ex sindaco di Gorizia Ettore Romoli (Forza Italia). I vertici Rai chiariscano immediatamente quanto riportato», scrivono i capigruppo di Pd, M5s e Avs. Al coro si aggiunge anche Iv con Maria Elena Boschi. Un modo per attaccare il centrodestra e la Rai.
La polemica si sgonfia in poche ore. La prima a reagire è Fi, tirata in ballo dalla nota delle opposizioni, con la menzione del fatto che il giornalista sia figlio dell’ex sindaco di Gorizia e parlamentare azzurro Ettore Romoli, scomparso a giugno del 2018. «Solidarietà ad Andrea Romoli, bravissimo giornalista del Tg2, che è stato attaccato in maniera vergognosa, scomposta e ingiustificata dalla sinistra in commissione Vigilanza Rai. Secondo gli esponenti di Pd, Avs, M5s e Italia Viva avrebbe indossato una croce celtica durante un collegamento, peccato fosse un encomio solenne», è la replica di Forza Italia.
Ancora più duro il capogruppo di FI al Senato Maurizio Gasparri: «Pensavamo ci fossero dei limiti alla stupidità umana».
«Inqualificabile. Non sono un fascista - dice incredulo Romoli al Giornale – L’encomio è la cosa più bella che ho fatto in vita mia». E «al governo c’erano Pd e M5s quando l’esercito mi ha conferito questo riconoscimento».

A mettere la parola fine sulla questione ci pensano il cdr del Tg2 (che spiega che «il collega si riserva azioni in sede giudiziaria» e racconta dell’esperienza di Romoli come «Ufficiale addetto stampa» a Cosenza durante la pandemia) e il sindacato Unirai. Dalla caccia alle streghe alla buccia di banana.

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