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La sinistra strumentalizza pure Pucci pur di attaccare Meloni

Da Conte a Renzi, passando per Magi e Bonelli e con il Pd schierato in prima fila, parte il plotone d’esecuzione nei confronti del governo che ha difeso il comico Pucci, costretto a rinunciare alla partecipazione a Sanremo

La sinistra strumentalizza pure Pucci pur di attaccare Meloni

Il Pd e il centrosinistra partono all’attacco di Giorgia Meloni per il “caso Pucci”. “Mentre in Sicilia si contano migliaia di sfollati e gli italiani stanno affrontando gravi emergenze sociali, Meloni e lo stato maggiore del governo sono preoccupati della scaletta del Festival di Sanremo”, sentenzia Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione vigilanza Rai. L’esponente dem, poi, definisce quella di Pucci “una scelta di buonsenso che evidentemente non appartiene a tutti". Un chiaro riferimento al direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, che, secondo Graziano, “dopo una vergognosa e imbarazzante telecronaca in occasione dell'inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, continua imperterrito a rimanere al suo posto solo perché si sente difeso da chi attacca sulla presunta illiberalità”. Il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, poi, conclude: “Rassicuriamo la Presidente Meloni e il vicepresidente Salvini: in Italia non c'è alcuna deriva illiberale della sinistra, c'è piuttosto una evidente inadeguatezza culturale della destra al governo. L'unico vero attacco alle istituzioni è quello portato avanti dalla maggioranza di governo, che tenta di controllare l'informazione pubblica, delegittimare il dissenso e, con la riforma della giustizia, minare la separazione dei poteri”.

Dello stesso tenore le parole dell’europarlamentare Alessandro Zan, membro della segreteria nazionale del Pd: "Mentre in Sicilia si contano 2 miliardi di danni e oltre 1.500 persone sono senza casa nel silenzio più totale del Governo, Giorgia Meloni pensa a Sanremo e difende una persona che basa la sua 'comicità' su frasi omofobe, misogine e razziste”. E ancora: “Sono queste le priorità della premier: invece di fare i conti con la realtà, pensa solo alla sua becera propaganda. Sentirla poi parlare di 'deriva illiberale della sinistra' è davvero imbarazzante. Lei che ha messo la sua faccia nello spot dell'autocrate Orbàn, lei che propone il Nobel per la pace a Trump mentre l'Ice giustizia persone innocenti per strada. Lei che - conclude Zan - attacca i giudici un giorno sì e l'altro pure, lei che vuole cambiare la Costituzione e che ha trasformato la Rai in TeleMeloni, lei parla di libertà. Che triste show".

Anche Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria Pd, attacca: "Mentre il mondo è attraversato da guerre e crisi drammatiche, mentre in Italia si vive una crisi socio-economica e ambientale devastante, accade qualcosa di francamente surreale: le più alte cariche dello Stato scelgono di occuparsi di un co-conduttore del Festival di Sanremo”. E ancora: “La destra fa quadrato intorno a Andrea Pucci dopo la sua rinuncia alla co-conduzione di una serata del Festival, arrivata a seguito delle polemiche che lo hanno investito nei giorni scorsi”. Ruotolo, poi, prende di mira il premier Giorgia Meloni che “arriva ad accusare la sinistra di illiberalismo per le critiche rivolte a una comicità segnata da omofobia e razzismo” e critica Ignazio La Russa per aver telefonato al cabarettista milanese: “Ma dove siamo finiti? Che cosa siamo diventati?".

Il leader M5s Giuseppe Conte interviene su Facebook scrivendo: "E niente. Avevo chiesto a Meloni di dirci cosa vuole fare contro il boom di cassa integrazione e la perdita di 6mila euro netti in media per i lavoratori ma nulla. Ora deve parlare del comico Pucci per distrarci tutti ancora un po' con la grancassa mediatica in mano ai partiti di maggioranza al seguito”. Il leader dei Cinquestelle, poi, conclude polemicamente: “Cari italiani, dei vostri problemi con la sanità, le bollette, i bassi salari a questo governo interessa davvero poco o nulla. I loro problemi sono i comici che andranno a Sanremo".

Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, non si fa sfuggire l'occasione per attaccare la premier: “Giorgia Meloni non viene mai in Parlamento per parlare di pressione fiscale e di sicurezza. E però oggi interviene sul Festival di Sanremo dando la colpa all'opposizione per il forfait del comico Pucci. Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un Governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli”. Renzi, poi, chiosa: “Abbiamo un mondo impazzito e l'Italia in mano a due influencer che prendono like pensando a Sanremo. Nel frattempo secondo l'Istat aumenta la povertà delle famiglie e crolla la produzione industriale ma la nostra Premier ci parla di Sanremo”.

Riccardo Magi, segretario di +Europa, non ha dubbi: “Meloni continua a governare a colpi di vittimismo. E lo fa persino quando non c’è alcun motivo di fare la vittima. Ora accusa in maniera del tutto gratuita e spudorata le opposizioni per il fatto che il comico Andrea Pucci ha rinunciato a Sanremo”. Il leader di +Europa nega che vi sia stata censura e rilancia: “Se c’è una pressione politica su Sanremo, casomai, è quella della maggioranza, che arriva a sciorinare il peggior vittimismo della destra pur di non parlare dei disastri che stanno combinando”.

Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, si chiede: "Ma davvero con quasi 6 milioni di persone costrette a rinunciare alle cure perché la Sanità è al collasso, la priorità della presidente del Consiglio è intervenire sul caso Pucci?”. Bonelli snocciola tutta un’altra serie di problemi e poi descrive Pucci come “un comico, noto per battute razziste e omofobe". E aggiunge: “Il giorno prima Ghali veniva oscurato dal servizio pubblico ma su quello silenzio totale. La colpa ovviamente è della sinistra. Ma non governano loro questo Paese da oltre 3 anni?”. Secondo Bonelli, “l’unico obiettivo della loro propaganda - dice riferendosi al governo - è inseguire polemiche idiote e ideologiche invece di affrontare i problemi del paese".

Alle critiche dell’opposizione risponde Maurizio Gasparri con un video su Facebook: "Vanno in piazza con i criminali di Akatasuna poi invece linciano un comico, Pucci. Questa è la sinistra italiana: ignoranza ed odio. Fanno delle campagne contro un comico e poi vanno in piazza con chi aggredisce le forze dell'ordine perché quando comandavano loro erano tutti scienziati e premi Pulitzer in televisione”.

Gasparri definisce la sinistra italiana come “veramente miserevole" e la invita a fermare le “campagne di odio” e a chiedere “scusa per aver fiancheggiato dei criminali, come quelli dei centri sociali” e, infine, la invita a votare “in Parlamento le proposte di Forza Italia”. Gasparri poi chiosa: “Lascino in pace gli artisti, i comici e si occupino di cose serie. Ma il loro odio travalica ogni limite perché non sanno fare altro. Poveracci".

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