Cade la giunta regionale della Valle d'Aosta ad appena sei mesi dal voto. Dopo il ricorso di Avs contro la nomina di Renzo Testolin a presidente e di Luigi Giovanni Bertschy (vicepresidente), il Tribunale di Aosta ha dichiarato presidente e assessore decaduti. La giunta, insomma, è da rifare. La sostanza del ricorso è proprio il mandato dei due politici dell'Union Valdôtaine. Sarebbe il quarto e la legge regionale, voluta e introdotto proprio dall'Union limita a tre i mandati in giunta. Con ogni probabilità non si tornerà alle urne. In Valle d'Aosta, infatti, la presidenza della regione non viene decisa dal voto popolare ma da un accordo tra le forze in Consiglio. Dopo il voto del novembre l'Union era tornata al
governo con una coalizione composta anche da Forza Italia e dagli Autonomisti di Centro (Rassemblement Valdôtain, Stella Alpina, Azione). Ratificando una sorta di piccolo ribaltone rispetto alla giunta precedente dove l'UV condivideva le responsabilità di governo con il Pd. La scelta di riconfermare Renzo Testolin è dovuta a una considerazione e una consuetudine. È stato riconfermato perché il più votato con 3808 preferenze (la consuetudine) e perché una delle sue giunte era durata meno di due anni 6 mesi e un giorno (tesi dell'avvocato della Regione), tesi che si avvaleva del parere del costituzionalista Enrico Grosso, lo stesso «beccato» due mesi fa in un fuori onda a un convegno mentre parlava proprio con il presidente del Tribunale sulla «questione» della riconferma di Testolin.
«È una vittoria della legalità», commenta Angelo Bonelli, portavoce di Avs. «Non è più una fase di difficoltà - sottolinea Elisa Pirro (M5s) -. È una paralisi.
La democrazia non può essere sospesa per salvare equilibri politici ormai logori». «Francamente siamo rimasti sorpresi dalla sentenza», replica il deputato Franco Manes (UV), mentre Joël Farcos, leader dell'Union, ha già convocato il Comitato federale per scongiurare la paralisi della Regione.