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Politica

La verità scottante dell'ex console americano: "Di Pietro mi anticipò l'inchiesta su Craxi e la Dc"

Semler, console Usa a Milano ai tempi di Tangentopoli: "Alla fine del '91 Di Pietro mi anticipò l'arresto di Chiesa". E l'ex pm cosa dice? Continua a smentire

La verità scottante dell'ex console americano: "Di Pietro mi anticipò l'inchiesta su Craxi e la Dc"

L'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Reginald Bartholomew, prima di morire ha svelato a un giornalista de La Stampa, Maurizio Molinari, gli stretti legami tra il Consolato americano di Milano e il pool di Mani pulite. Un retroscena inquietante. Subito Di Pietro e Borrelli sono scattati sulla difensiva. Il primo minacciando querela (come al solito), il secondo argomentando che "se c'è qualcuno che viola i diritti umani sono proprio gli americani" (Batholomew ha accusato il pool di aver operato violando in modo inaccettabile i diritti della difesa).

Oggi tocca a Peter Semler, 80 anni, ex console degli Stati Uniti a Milano, dare la propria versione dei fatti. L'uomo che avrebbe avuto un filo diretto con Di Pietro in un'intervista aLa Stampa racconta particolari molto interessanti. "Parlai con Di Pietro, lo incontrai nel suo ufficio, mi disse su cosa stava lavorando prima che l'inchiesta sulla corruzione divenisse cosa pubblica. Mi disse - aggiunge - che vi sarebbero stati degli arresti". Altri dettagli su cui riflettere: i due si incontrarono alla fine del 1991 ("credo in novembre", dice Semler). E Di Pietro cosa fa? Preannuncia al console americano che l'esponente socialista milanese Mario Chiesa stava per essere arrestato (le manette scattarono il 17 febbraio 1992). Ma che interesse aveva, il pm, a svelare il contenuto - segreto - delle proprie indagini a un diplomatico americano?

Semler va avanti e racconta: "Mi disse (Di Pietro, ndr) che le indagini avrebbero raggiunto Bettino Craxi e la Dc. Aveva ben chiaro dove le indagini avrebbero portato". Preveggenza? Semplice fiuto di ex poliziotto? O qualcosa di più? Gli interrogativi sono tanti. L'ex console prosegue parlando del viaggio di Di Pietro negli Stati Uniti: "Sono stato io a suggerire all'ambasciata di Roma di invitarlo, poi fu il Dipartimento di Stato a organizzargli il viaggio. Avvenne dopo l'inizio delle indagini". E il suo giudizio sull'ex pm a distanza di anni resta molto positivo: "Era un personaggio straordinario, cambiò l'Italia".

Insomma, Semler conferma quanto raccontato da Bartholomew. Di Pietro continua a respingere al mittente ogni accusa. E in un'intervista a La Stampa puntualizza: "Mani pulite non è cominciata nel '92. E' cominciata a metà degli Anni Ottanta con una serie di inchieste che portarono a nulla per ragioni politiche... noi invertimmo il percorso. Che Dc e Psi e anche il Pci fossero partiti corrotti in Italia lo sapevano tutti. In fondo Mani pulite fu la scoperta dell'acqua calda". Sappiamo bene, però, che a essere spazzati via furono i partiti che erano al governo. L'ex Pci si salvò. E sugli "strani" rapporti con Semler? Di Pietro ammette, ma solo in parte: dice che lo incontrava perché lui (l'ex console) lo desiderava: "Faceva il suo lavoro, voleva capire e capì perfettamente". Poi dice: "Non ho mai violato il segreto istruttorio". Semler, però, dice il contrario. Uno dei due mente.

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