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Viaggio nella massoneria

Per tre giorni Rimini è in grembiulino per il raduno del Grande Oriente di Palazzo Giustiniani, la più antica e importante Loggia d'Italia

Viaggio nella massoneria

Per tre giorni Rimini è in "grembiulino". È il raduno del Grande Oriente di Palazzo Giustiniani, la più antica e importante Loggia d'Italia. Come ogni anno un esercito di massoni, muniti di squadra e compasso, invade la città romagnola per fare il punto sulla situazione. Italiana e massonica. Perchè per loro, con i loro riti e i loro costumi, sono due universi distinti ma assolutamente paralleli. Giovani, anziani, eleganti o sportivi, anonimi o folcloristici. Espansivi più che esoterici, almeno in apparenza. Nel senso che sfoggiano volentieri, davanti alle macchine fotografiche, i ricami di gonnellini e colli.

ll Palacongressi di Rimini, munito di tempio blindatissimo in cui si riunisce il gotha del Goi, è addobbato come una sorta di Festa dell'Unità al sapore di esoterismo. Triangoli, squadre e compassi, chiavi di violino e simboli della vita sono sparsi ovunque. Tutto è organizzato scientificamente. All'ingresso si viene accolti da avvenenti hostess, loro in gonnellina, che smistano i maestri venerabili per ordine alfabetico e li conducono all'accettazione. Se qualcuno è ritardatario, come in ogni congresso che si rispetti, l'altoparlante lo richiama all'ordine: "Il fratello X è pregato di recarsi immediatamente al tempio". Centro inespugnabile di tutte le attività dei muratori.

"Sono accreditate circa tremilaquattrocento persone – ci spiega Alberto Jannuzzelli, gran segretario del Goi -. Gli iscritti in tutto il Paese sono circa ventiduemila sparsi in 791 logge". Insomma i massoni - seppure camuffati - sono ovunque in mezzo a noi. E qui a Rimini escono alla scoperto. C'è tutto il loro armamentario, praticamente un bazar. Dai grembiulini in pelle d'agnello lavorata ("Come prevedono i testi della tradizione, solo che in questo caso le incisioni vengono fatte con il laser", si premura di precisare l'espositrice) in vendita a duecento euro, ai colli in seta ricamata (in questo caso ci si ferma a centocinquanta euro). Roba di lusso. Perchè anche tra i “muratori” c'è un'estetica e la minuzia con cui gli avventori saggiano guanti in vitello e sfiorano ornature di raso lo dimostra.

"I paramenti completi da maestro venerabile - ci spiega un venditore - costano sui duecento euro ma, per chi vuole risparmiare, un grembiule base lo si trova anche a cinquanta". C'è la crisi anche per i muratori e infatti sulle bancarelle spuntano pure i salvadanai griffati con squadra e compasso. Tutt'altra storia per il Gran Maestro: "È tutto ricamato a mano, per i suoi abiti si arrivano a spendere anche alcune migliaia di euro". Noblesse oblige. Il viaggio tra i banchetti del merchandising massone è un ascensore tra l'altro e il basso: dalla spilletta alla tazza, passando per i gioielli. Vastissima anche la scelta dei libri: dai testi sui rituali ai volumi biografici dedicati ai muratori vip.

E sono tanti: da Beethoven a Mozart, da Giuseppe Mazzini a Winston Churchill. Tra spade, arazzi, cravatte e simil Rolex brandizzati dal Goi, c'è pure spazio per i biscotti della colazione massonica: ci sono i baci di dama biologici e triplici (come il saluto dei fratelli) e i frollini con la squadra e il compasso. La giornata del meeting dei muratori scorre cadenzata dagli appuntamenti nel tempio, le conferenze sull'attualità (tra gli ospiti vip c'è stato anche il presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre) e i talk show condotti da Alessandro Cecchi Paone. Sabato sera il gran finale: gonnellini attaccati al chiodo e tutti a vedere il concerto di Ornella Vanoni. Anche i massoni hanno un cuore pop.

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