Le vittime del ghanese adesso sono tre: morto il pensionato

Kabobo sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Il padre della vittima più giovane: "Uno come lui non doveva stare in Italia"

Milano - Con il passare delle ore stanno prendendo corpo tutte le paure e i drammatici presagi dei momenti immediatamente successivi la tragedia di sabato in zona Niguarda, a Milano. Dopo tre giorni di coma, infatti, da ieri mattina c'è una terza vittima del ghanese 31enne Mada «Adam» Kabobotorno che sabato all'alba aveva aggredito con un piccone sei passanti. È Ermanno Pasini, il pensionato di 64 anni colpito nei giardini di via Adriatico. Le condizioni dell'uomo erano apparse subito disperate. Inutili i tentativi di salvarlo. Alle 6.22 di sabato, Pasini è stato il quarto uomo a incrociare la pazzia del ghanese, proprio quando lo straniero entrava nella sua fase più violenta e delirante. Prima di lui, infatti, l'africano, armato di una spranga, si era «limitato» a colpire prima un 24enne e poi un uomo di 50 anni. Poi, preso un piccone, Kabobo aveva inseguito un altro italiano, stavolta di 56 anni, che però era riuscito a fuggire e a rifugiarsi in casa.
Subito dopo aver colpito Pasini con il piccone lo straniero ha quindi massacrato nel giro di pochi minuti il 40enne Alessandro Carolè in piazza Belloveso (l'uomo è morto sul posto subito dopo l'arrivo dei carabinieri) infine, ha letteralmente massacrato con un accanimento bestiale il ragazzo che consegnava i giornali, il 21enne Daniele Carella, spentosi lunedì mattina all'ospedale Niguarda. Le immagini di quest'ultima aggressione, prese dai filmati di una telecamera, mostrano una violenza assurda, a prima vista assolutamente incompatibile con un delitto occasionale contro uno sconosciuto. Lo straniero, che sostiene di aver sentito «voci cattive», sembra però essere stato guidato solo della propria follia, seppur lucida e forse alterata dall'assunzione di qualche droga. Si esclude infatti che le analisi a cui il ghanese è stato sottoposto in carcere e la perizia psichiatrica che la Procura dovrebbe disporre per lui a breve, possano chiarire quel che è successo nella sua mente.
«Queste persone vanno mandate via o tenute dentro per sempre. Per me, lo dico chiaro e tondo, possono buttare anche la chiave», ha dichiarato ieri, in un'intervista alla trasmissione di Mediaset «Pomeriggio Cinque» il padre di Carella.
«Non mi rimane più niente», ha commentato senza più lacrime e senza aggiungere altro, ieri mattina al Policlinico, il figlio del pensionato. Il giovane, infatti, che con la moglie vive nell'hinterland, ha perso in pochi mesi sia la madre che il padre. Pasini era un abitudinario: tutte le mattine usciva di casa quasi alla stessa ora per portare fuori il cane. È così che Kabobo lo ha sorpreso, arrivandogli alle spalle.
Resta un mistero il passato recente del ghanese. Lui si è limitato a spiegare di aver dormito in una stazione (senza precisare quale) tra venerdì e sabato, prima di recarsi, per ragioni altrettanto sconosciute, in zona Niguarda a scatenare la sua follia omicida.

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Commenti
Ritratto di genovasempre

genovasempre

Mer, 15/05/2013 - 11:39

quando le vittime sono tre e ci sono feriti, il termine che trovo adeguato è strage.