Al voto sotto pioggia e neve: l'affluenza è in forte calo

Si vota in pieno inverno per la prima volta nella storia repubblicana. Urne chiuse per la notte: affluenza al 55%, in netto calo rispetto al 63% del 2008. Regionali in controtendenza. Domani si voterà dalle 7 alle 15, poi lo spoglio

Operazioni di voto nel seggio della scuola di via Rasori a Milano
Operazioni di voto nel seggio della scuola di via Rasori a Milano

Italiani ai seggi sotto pioggia e neve. Si vota in pieno inverno, per la prima volta nella storia repubblicana e le previsioni per domenica e lunedì sono in linea con la stagione: maltempo ovunque. Il Viminale ha quindi mobilitato i prefetti per invitarli ad assicurare il regolare afflusso ai seggi. Proprio per evitare che gli elettori anziani incontrassero difficoltà negli spostamenti, oggi c'è stata la massima attenzione alle condizioni delle strade e a evitare l'isolamento di frazioni o singole case. Tuttavia, alla chiusura dei seggi degli oltre 47 milioni aventi diritto ha votato solo 55%. Un dato in netto calo rispetto a quello del 2008. Domani si potrà votare dalle 7 alle 15, poi avrà inizio lo spoglio.

"È talmente implicito quello che c’è scritto nella Costituzione che non c’è bisogno di appelli al voto", aveva commentato in mattinata il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interpellato dai giornalista al seggio elettorale. Dando uno sguardo rapido ai dati sull'affluenza, però, appare subito chiaro come l'appello del capo dello Stato sia caduto completamente nel vuoto. Rispetto alle elezioni del 2008, infatti, alla chiusura dei seggi alle 22, i votanti sono calati di ben sette punti percentuali. Secondo i dati forniti dal ministero dell'Interno, alla Camera i votanti sono stati il 55%, rispetto al 62,55% registrato appunto nel 2008. In controtendenza le Regioni dove si votava anche per eleggere il governatore e il Consiglio regionale: in Lombardia l'affluenza è cresciuta dell'8,5%, nel Lazio del 9% e in Molise del 2,1%.

Per la prima volta nella storia della Repubblica le elezioni politiche si celebrano in inverno, precedute da una campagna elettorale, iniziata il 25 gennaio, che anche per la rigidità della stagione è stata poco nelle piazze e molto, moltissimo, sui social network. Facebook e Twitter hanno connotato la competizione 2013 e gli annunci dei leader, compreso quello della "salita" in politica del premier tecnico Mario Monti, sono giunti con un semplice tweet. Tecnicamente, si tratta di elezioni anticipate: le Camere, infatti, sono state sciolte lo scorso 22 dicembre, con quattro mesi di anticipo rispetto al mese di aprile, naturale conclusione della XVI Legislatura. Lo scioglimento delle Camere è avvenuto in seguito alle dimissioni del Professore, dopo l’annuncio in parlamento da parte del segretario del Pdl Angelino Alfano dell’astensione del suo partito, che ha sostenuto il governo Monti insieme a Pd e Udc, sul decreto crescita.

Per la terza volta gli italiani votano con la legge elettorale detta "porcellum" dal suo stesso ideatore, l’ex ministro leghista Roberto Calderoli, dopo che per mesi, nonostante i numerosi richiami di Napolitano, i partiti non sono riusciti a modificarla. La legge elettorale fu approvata il 31 dicembre 2005 andando a sostituire il cosiddetto "mattarellum" del 1993, nato da un referendum dopo la stagione di Tangentopoli.

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