Intesa Roma-Washington: il premier incontra il neoambasciatore Usa Mercoledì vedrà Obama

RomaAnche se l’incontro che si è svolto ieri a Palazzo Chigi fra Silvio Berlusconi e David Thorne era fissato da tempo una tragica coincidenza ha voluto che la prima presa di contatto fra il premier e il nuovo ambasciatore americano, da poco nominato dal presidente Obama, si sia verificata all’indomani dell’attacco terroristico di Kabul. Al primo punto sul tavolo dell’incontro la situazione in Afghanistan, e più in generale i nodi della politica internazionale. Al termine, Berlusconi ha manifestato «grande soddisfazione» per la decisione di Obama di rivedere il progetto della difesa antimissile in Europa, e il gradimento del presidente russo Medvedev: «Uno sviluppo assolutamente positivo che contribuirà a migliorare ulteriormente i rapporti tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa». Una svolta che va «esattamente nella direzione della politica da me sempre perseguita, e rappresenta un ulteriore forte impulso alla cooperazione tra la Nato e la Federazione russa, nello spirito di Pratica di Mare».
L’ambasciatore Thorne, che vanta una lunga consuetudine con il nostro paese, aveva già manifestato «a nome del presidente degli Stati Uniti il più profondo cordoglio per la perdita dei militari italiani», esprimendo gratitudine «per l’impegno dell’Italia a sostegno della pace e della democrazia in Afghanistan». Un impegno che non verrà meno, ha ribadito Berlusconi per sgomberare il campo da qualsiasi equivoco. Il premier ha confermato che la linea del governo resta quella di non prendere decisioni unilaterali ma di procedere insieme a tutti gli alleati presenti a Kabul. E il primo di questi è senza dubbio proprio l’America di Obama.
Certo, non poteva essere un incontro di protocollo come quello di ieri l’occasione per prendere decisioni sulla missione in Afghanistan ma è stata comunque l’occasione per confermare che l’alleanza tra Usa e Italia è sempre più salda. Berlusconi, che è stato il secondo leader europeo a essere ricevuto dal neoletto presidente democratico dopo Gordon Brown, avrà l’occasione per parlare direttamente a Obama già la prossima settimana. Martedì sarà a New york per il vertice sui cambiamenti climatici voluto dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon. Il suo intervento è previsto nella giornata di mercoledì, lo stesso giorno di Obama. E proprio il clima e la strategia per affrontare i cambiamenti climatici rappresentano uno dei punti di contatto fra Europa e Usa, dato che le posizioni del democratico Obama sono assai più vicine a quelle europee di quelle della precedente amministrazione.