Guarda caso, Al Jazeera è l'unico media a Teheran, dove manca l'elettricità e la connessione a tutti, fuorché a loro: così può amplificare la versione degli ayatollah, come a Gaza ha fatto con Hamas.
La macchina della menzogna va di nuovo a tutta velocità, come dopo il 7 ottobre. Stavolta parla di crudeli infiltrati responsabili dei numeri gonfiati dei morti e dei feriti: la propaganda è a uso di Donald Trump, per fermare l'aiuto promesso al popolo iraniano ucciso, ferito, decimato. Dopo il 7 ottobre Hamas e i suoi ignobili amici risposero alle prove della strage più atroce di uomini, donne e bambini squartati, violentati e bruciati accusando gli ebrei di essere ignobili coloni. Adesso Aragchi, il ministro degli esteri iraniano, a Fox News non nega che gli uccisi arrivino a 12.000. Ma spiega: infiltrati terroristi (americani e israeliani) hanno sparato sulle forze dell'ordine, hanno bruciato e decapitato! Quindi, le file dei ragazzi nei sacchi neri fra cui si aggiravano le famiglie disperate, i mutilati negli ospedali a migliaia, con gli occhi strappati, le ferite mortali sul viso, li ha causati un intervento di Israele che ha fatto più morti possibile per invitare Trump a intervenire.
Ma Trump ci casca? Impossibile. Quando raffredda la promessa di intervenire, chiede lo stop alle impiccagioni. Ma questo significa che ci sta pensando: soppesa tempi e modi, pareri diversi (da una parte Vance, dall'altra Rubio): forse vorrebbe una di quelle azioni veloci che piacciono a lui, ma l'Iran è grande e difficile. È la fonte inesauribile di crisi mondiali, non si può sbagliare, in sette mesi dalla guerra dei 12 giorni ha preparato una riserva di missili balistici. E se non ha impiccato adesso, impiccherà ancora.
Trump certo vuole eliminare la Repubblica Islamica, alleata della Cina e della Russia, minaccia atomica e balistica. Se ha detto con tono conciliante che il regime ha promesso di non ammazzare più e valuta se la gente tornerà in piazza, la Sesta Flotta è nei Caraibi, la Abraham Lincoln (CVN 72)con le sue sei navi naviga dal Mar della Cina verso il Golfo Persico; la base in Qatar non è più in allerta, ma gli Usa hanno altri punti di appoggio, come in Germania. Si tratta di costruire una strategia impegnativa. Le bugie non funzioneranno.
Trump sa che le promesse non realizzate ne faranno un leader debole: la strage è stata immensa e crudele come solo l'Islam estremo sa fare. Il mondo antidemocratico, fiancheggiato da Cina e Russia, sarà molto eccitato se Trump si ferma: gli uccisi innocenti chiedono azione, gli iraniani hanno diritto a cacciare via il regime che li perseguita.
Israele tiene aperti i rifugi e si interroga: il popolo iraniano ha invocato Trump e Netanyahu chiedendo aiuto. Israele sa che è uno scontro vitale, è sul chi vive. Khamenei ha spedito un miliardo e mezzo a Dubai mentre la gente urla di dolore per la perdita dei propri cari.