J.R.R. Tolkien mancata spia, rifiutò un lauto ingaggio dei servizi segreti inglesi

Spuntano documenti inediti: prima della seconda guerra mondiale lo scrittore fu addestrato dal governo inglese a decifrare i linguaggi in codice. Ma rifiutò, nonostante i lauti stipendi. E nel web i fan si mettono a dar la caccia a possibili spie che appaiono nei suoi romanzi...

J.R.R. Tolkien mancata spia, rifiutò un lauto ingaggio dei servizi segreti inglesi

John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973), oltre che straordinario romanziere e insigne medievista, era uno dei principali studiosi delle radici del linguaggio anglo-sassone, e inventò un intero linguaggio per i suoi leggendari racconti ambientati nella Terra di Mezzo. Due «doti», queste ultime, che durante la seconda guerra mondiale facevano gola al governo inglese, impegnato a combattere con i tedeschi anche sul piano della decrittazione dei codici militari. E infatti Londra tentò di «ingaggiarlo» come spia contro la Germania di Hitler.
Come riferiscono i giornali inglesi in questi giorni, lo scrittore inglese rinunciò a fare l'agente segreto al servizio di Sua Maestà, nonostante un lauto ingaggio economico quando poteva contare solo sul suo magro stipendio di professore. L'autore della trilogia «Il Signore degli Anelli», secondo quanto riporta la stampa londinese, fu avvicinato dai servizi segreti militari britannici qualche mese prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, con l'obiettivo di entrare a far parte della squadra di esperti incaricati dal ministero della Difesa inglese di decifrare la celebre macchina «Enigma» in mano ai nazisti.
Nel 1939, quando non era ancora il riconosciuto maestro della letteratura fantasy ma aveva già pubblicato da due anni il romanzo «Lo Hobbit», Tolkien, che all'epoca era professore di Letteratura anglosassone all'Università di Oxford, fu contattato da ufficiali britannici, che ritenevano che un esperto di Sassoni, antichi cugini dei moderni Tedeschi, sarebbe stato utile per decrittare i codici cifrati di Enigma. Fu così che Tolkien accettò nel marzo di quell'anno di prendere parte a un corso di tre giorni di formazione presso la «Gccs», la scuola di decifrazione inglese posta agli ordini del ministero della Difesa.
Tolkien si mostrò all'altezza dell'incarico che gli era stato prospettato e, come rivelano i documenti inediti resi pubblici dagli archivi nazionali di Londra, anche «entusiasta» per il lavoro che di lì a poco avrebbe iniziato a svolgere. Ma al termine di quel breve corso di formazione lo scrittore rifiutò il lavoro dei servizi segreti, per motivi che restano ancora oscuri. E ciò nonostante un compenso allettante, l'equivalente odierno di circa 4.600 euro al mese.
Intanto sul web tra i fan di Tolkien si è già scatenata la caccia alla ricerca dei significati nascosti nei suoi romanzi: ci sono spie che si aggirano tra le pagine de «Lo Hobbit» e «Il Signore degli anelli»? Bilbo, Frodo e Sam... sì, certo. E Gollum? Perché no? E per quanto riguarda la decodifica, senza Gandalf che decifra i simboli alle miniere di Moria - ricordano gli appassionati lettori di Tolkien - la compagnia dell'anello non avrebbe mai raggiunto tale successo...

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