Il Kirghizistan in allarme Usa: "E' crisi umanitaria, un milione di profughi"

Dopo le violenze l’inviato Usa: la situazione nel sud del Paese è come una "crisi umanitaria". La violenza interetnica continua. Oms in allarme: "Un milione di persone rimaste coinvolte"

Il Kirghizistan in allarme 
Usa: "E' crisi umanitaria, 
un milione di profughi"

Bishkek - L’inviato Usa nel Kirghizistan, Robert Blake, ha descritto la situazione nel sud del Paese come una "crisi umanitaria", si è detto preoccupato per la violenza interetnica che continua e ha chiesto una "inchiesta indipendente" sui fatto. L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ritiene che si debba "lavorare su uno scenario di un milione di persone, tra cui 300mila profughi, coinvolti direttamente o indirettamente" nelle violenze in Kirghizistan.

Crisi umanitaria Blake, vicesegretario di Stato Usa incaricato per l’Asia centrale e del sud, parlando dal vicino Uzbekistan ha detto che "gli Stati Uniti sono molto preoccupati dalle notizie sulle violenze che continuano nel sud del Kirghizistan". Ha quindi fatto urgentemente appello al governo a interim kirghizo perché "prende provvedimenti immediati per fermare la violenza" che ha causato finora almeno 191 morti, oltre 2.000 feriti e centinaia di migliaia di sfollati. Blake, che si trova ad Andigian, nell’est dell’Uzbekistan, ha detto che è in corso una "crisi umanitaria" e ha lodato il governo dell’Uzbekistan per aver "agito tempestivamente e in modo costruttivo per accogliere tanti rifugiati colpiti", facendo per loro un "lavoro enorme". "Tenuto conto del numero importante di rifugiati uzbeki (fuggiti dal Kirghizistan) in Uzbekistan, le cui testimonianze vanno ascoltate, l’inchiesta da parte del Kirghizistan deve essere affiancata da un’inchiesta condotta da un organismo indipendente".

Un milione di persone coinvolte Secondo Giuseppe Annunziata, responsabile del coordinamento degli aiuti di emergenza dell’organizzazione, in particolare 700 mila sarebbero i profughi all’interno del paese, mentre 300 mila potrebbero essere riusciti ad attraversare il confine per sfuggire alle violenze. Da una settimana il sud del Kirghizistan, soprattutto le aree delle città di Osh e Jalal-Abad, sono teatro di scontri etnici tra kirghisi e uzbeki. Le cifre ufficiali parlano di 192 morti, ma il bilancio secondo molti sarebbe di gran lunga più alto. Il presidente ad interim Roza Otunbaieva, in un’intervista al quotidiano Kommersant, ha ipotizzato che il bilancio delle vittime possa raggiungere quota 2mila morti.

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