L’amico s’ammazzò, lei tenta suicidio al liceo

NapoliSeconda ora di latino, Marika chiede alla prof di poter andare in bagno. Ma, poco dopo l'insegnante e i compagni sentono un urlo e poi un tonfo. La ragazza, 14 anni, quarta ginnasio sezione F, si era lanciata nel vuoto da una finestra al secondo piano della toilette. Respirava ancora, i motorini dei compagni parcheggiati sotto hanno attutito la caduta. Marika si salverà, adesso si trova ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Cardarelli. Il suo fisico giovane ha retto al violento urto: non ci sono lesioni midollari o al cranio.
Scenario di questo gesto assurdo, il liceo Classico Umberto I di Napoli, uno dei più prestigiosi della città. Dietro alla decisione della studentessa di tentare di farla finita, non c'è una insufficienza o una ramanzina dei familiari ma un brutto ricordo mai metabolizzato. Il suicidio del fidanzatino, studente in un'altra scuola che prima di togliersi la vita ad ottobre dello scorso anno, le aveva inviato un sms.
Marika dolce e sensibile è anche una studentessa modello amata dai suoi insegnanti e dai compagni. Ma, nonostante la vicinanza di familiari e amici, la giovane non ha mai superato il dramma della perdita del suo amico ma, soprattutto, dell'annuncio arrivatole attraverso un drammatico sms al quale peraltro non era riuscita a rispondere perché in quel momento si trovava in classe.
Nel lettino della Rianimazione dove Marika è ricoverata i familiari e gli amici la guardano attraverso un vetro. Quando verrà dimessa toccherà a loro provare a farle tornare il sorriso e la voglia di vivere. «Negli ultimi tempi era tranquilla - spiega il preside dell'Umberto Ennio Ferrara - la madre era anche venuta a ringraziarci per l'assistenza ricevuta dalla figlia. La nostra scuola dispone anche di due psicologhe che si prendono cura dei nostri studenti in caso di bisogno».

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