«L’aveva già minacciata, ma la denuncia fu ignorata»

MilanoMichel Lefebvre non ha dubbi qualcosa doveva essere fatto per fermare quell’uomo violento: «Dopo la denuncia presentata da mia nipote non capisco perché nessuno, tra forze dell’ordine e magistratura, abbia pensato a renderlo inoffensivo». Lefebvre, sposato con Rosy Messina, è dunque lo zio di Cristina e con la moglie ha seguito il deteriorarsi dei rapporti tra i due giovani coniugi.
«Quell’uomo era ossessivo con Cristina - spiega Lefebvre -. Per carità lavorava, voleva bene ai figli, ma nei confronti di mia nipote aveva un atteggiamento morboso. Guardi per capirci, se avesse potuto le avrebbe messo un velo in testa, come gli integralisti islamici. Ma non perché fosse geloso di altri uomini, solo che la donna deve essere sottomessa».
E quando Cristina non solo non gli obbedisce ma chiede addirittura la separazione qualcosa scatta nella sua testa. Così arriviamo alla denuncia a cui fa riferimento Lefebvre. Sono le 5.30 del 30 giugno, di fronte all’ennesima richiesta di separazione Amariti impugna un’arma. Cristina la descriverà poi come una pistola a tamburo di grosse dimensioni, proprio come la 357 usata ieri. Con la canna puntata alla testa la donna è costretta a fare l’amore con il marito: nella camera accanto dormono i figli e un proiettile vagante potrebbe colpirli.
Dopo però chiama 112 e 113. Arriva una volante del vicino commissariato Rho-Pero. La donna non calca troppo la mano sulla violenza, mentre il marito nega decisamente di aver mai avuto un revolver. Gli agenti rovesciano la casa, cercano in ogni angolo, ma dell’arma non c’è traccia. Per questo avviano le indagini per accertare i fatti ma non lo arrestano. O meglio, poiché al loro arrivo l’uomo appare molto agitato, lo portano all’ospedale di Rho, come conferma il direttore sanitario Davide Cartoni. Ma, una volta in pronto soccorso, Amariti si è già calmato e i medici non ritengono ci siano i presupposti per un trattamento sanitario obbligatorio e lo dimettono.
«Se devo essere sincero in questi ultimi giorni Piero non ha più dato segni di squilibrio - conclude Michel Lefebvre - veniva a regolarmente a prendere i bambini, ogni tanto chiedeva alla moglie di tornare a casa ma ai nostri occhi sembrava rassegnato. Però dopo quella denuncia...».

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