Cera qualche anziano «compagno», che lha salutato col pugno chiuso e la bandiera col garofano rosso in ricordo delle comuni battaglie di militante socialista. Ma cerano soprattutto tanti nuovi compagni - senza virgolette - di lotta politica, che lavevano convinto e coinvolto, senza mai condizionarlo, in questi anni difficili, affinché lui, il Doge di Genova, scendesse in campo per continuare ad affermare i valori di giustizia, libertà, democrazia, nelle file del centrodestra. E cerano, infine, le maggiori autorità istituzionali mischiate alla gente semplice, a dare, ieri mattina, nella basilica dellAssunta in Carignano, lultimo saluto a Rinaldo Magnani, morto improvvisamente mercoledì alletà di 76 anni.
Il funerale è stato contrassegnato dal ricordo commosso dell'avvocato Alfredo Biondi, vicepresidente della Camera dei deputati e grande amico dello scomparso. Accanto alle figlie Monica e Maura, che non riuscivano a staccare lo sguardo dal feretro, avevano preso posto, nelle prime file della chiesa contrassegnate dai gonfaloni delle tre istituzioni locali, Regione, Provincia e Comune - in cui Magnani aveva ricoperto incarichi di vertice -, Claudio Burlando, Alessandro Repetto, il sottosegretario agli Affari regionali Alberto Gagliardi, il sindaco Giuseppe Pericu e l'imprenditore Aldo Spinelli. Sulla bara, orchidee bianche e garofani rossi. Hanno seguito il rito, fra gli altri, una delegazione del Consiglio regionale (i due vicepresidenti Rosario Monteleone e Franco Orsi), e ancora Sandro Biasotti e l'assessore regionale al Bilancio, Giovanni Battista Pittaluga. Presenti inoltre molti fra quelli che hanno fatto la storia dello scalo genovese degli ultimi decenni, e che si sono confrontati con Magnani in particolare allepoca della sua presidenza al timone del Cap, il Consorzio autonomo, negli anni della privatizzazione dei moli: l'ex amministratore delegato del Vte, ora presidente dell'Authority spezzina, Cirillo Orlandi, l'attuale presidente dellAutorità di Palazzo San Giorgio, Giovanni Novi e il presidente della Compagnia portuale «Pietro Chiesa», Tirreno Bianchi.
Nel corso della cerimonia religiosa officiata da monsignor Ruggero Dalla Muta e dal cappellano del lavoro monsignor Luigi Molinari (che ha tenuto l'omelia), Alfredo Biondi ha ricordato dello scomparso «le doti di umanità, semplicità, modestia e altezza» e il fatto che «semplice e buono, era capace di altezze decisionali che corrispondevano a scelte di una coscienza libera».
Lultimo saluto al «Doge»
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