Leggi il settimanale

Dal lavoro alla famiglia: essere donna oggi. La pièce che fa riflettere

In occasione della festa dei lavoratori, il Martinitt ha deciso di affrontare il tema dell'impiego femminile

Dal lavoro alla famiglia: essere donna oggi. La pièce che fa riflettere
00:00 00:00

Il testo lo ha scritto un uomo, Gianni Quinto, regista, sceneggiatore ("Tu quoque" la sua ultima commedia per il cinema, che ha anche diretto) e attore dal gusto spesso scanzonato e graffiante. Come con "Bastarde senza gloria", sua commedia del 2022 al Martinitt fino al 10 maggio per la regia di Siddhartha Prestinari: oltre alla regista, con le attrici Francesca Gegia Antonaci, Valentina Olla, Sabrina Pellegrino, Federica Calderoni, Giulia Perini, Francesca Sirtori e Sofia Graiani in scena c'è un cast tutto al femminile. In occasione della festa dei lavoratori, il Martinitt ha deciso di affrontare il tema dell'impiego femminile: a causa di tagli al personale imposti dall'alto è richiesto a un gruppo di colleghe in azienda di scegliere chi dovrà perdere il posto. In scena ci sono tutti i tipi di donna: madre, moglie, amante, straniera. E ogni possibile carattere: fragile e combattiva, ironica e feroce, autoironica, vendicativa, tenace, spaventata, grintosa. Le reazioni saranno varie e mutevoli, per 80 minuti di clima vivace, agrodolce, teso, ma mai tragico: lo spettacolo è una lente d'ingrandimento sulle dinamiche varie a cui porta la paura, ma gli strumenti di resistenza utilizzati sono la risata e l'ironia. Niente a che vedere con il quasi omonimo film "Bastardi senza gloria", del 2009, scritto e diretto da Quentin Tarantino: il tema, qui, è la discriminazione di genere nelle sue forme più evidenti e in quelle più sottili e pervasive, mostrando come nelle relazioni sociali, professionali e personali si possano insinuare ancora oggi dinamiche sessuali. C'è anche la violenza domestica, subita da una delle protagoniste. La sua storia, però, non si esaurisce nella dimensione della vittima: il suo percorso di riscatto diventa parte di un racconto più ampio che celebra la capacità di opporsi a un sistema che troppo spesso minimizza l'esperienza delle donne. In occasione del Primo maggio il pubblico potrà accedere a un prezzo speciale, l'appello è ribadito anche dalla mostra fotografica "I muri del silenzio" in teatro e nel bar del Martinitt, della fotografa Mjriam Bon realizzata con Giusy Versace.

Sono ritratte alcune celebrità nell'atto di coprirsi gli occhi, le orecchie e la bocca, come le tre scimmie sagge della tradizione giapponese, forma di protesta e denuncia verso chi fa finta di non vedere, non sentire e non parlare.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica