Lavoro, il piano del Pirellone convince anche i sindacati

Lavoro, il piano del Pirellone convince anche i sindacati

Applicazione a livello regionale del quoziente familiare per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, piena attuazione dell’accordo Formigoni-Gelmini per il sussidio di disoccupazione ai precari della scuola, avvio dell’approfondimento sulla «Dote impresa» e sulla contrattazione decentrata aziendale e territoriale. Queste le proposte lanciate dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso della riunione del «Patto per lo sviluppo» e condivise da datori e sindacati. «Mettiamo in campo - ha spiegato Formigoni - 27 milioni di risorse regionali per iniziative innovative, adeguate ai gravi bisogni della situazione attuale, che la Regione attua a sostegno del lavoro e del welfare ben oltre il confine delle sue competenze». «L’accordo è un punto di partenza importante per il lavoro che ancora ci aspetta nei prossimi mesi - commenta il segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni -. La Regione si è impegnata a mettere in campo forme sperimentali di sostegno alle aziende che premiano la produttività e il merito».
Intanto è arrivata sul filo di lana, dopo due giorni di trattative febbrili in prefettura, la svolta sul caso Innse. «A darla è stato il presidente della Provincia Guido Podestà, che - ha sottolineato il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi - con un contributo di 100mila euro ha concorso ad appianare le divergenze economiche rimaste». Il contributo di Palazzo Isimbardi, che verrà con tutta probabilità attinto dai fondi a sostegno delle imprese in crisi, è stato decisivo per chiudere la trattativa.
Proprio quando sembrava che l’accordo per la cessione dell’azienda alla cordata di imprenditori guidata da Attilio Camozzi potesse saltare, o che perlomeno sarebbe stato impossibile sciogliere entro il 15 settembre il nodo delle macchine acquistate dalla Mpc di Santorso (Vicenza) e dalla Nuova Lombarmet di Arluno (Milano), l’intesa per la rinuncia ai macchinari da parte delle due ditte è quindi stata trovata. La Mpc si è accontentata della restituzione della caparra di 100mila euro di indennizzo. Stessa cifra riceverà la Nuova Lombarmet. Nel complesso, il risarcimento per le due aziende ammonta quindi a quota 200mila euro, cifra che verrà coperta al 50% dalla Provincia e al 50% da Genta. «La Provincia - spiega Podestà - ha dato un contributo ma io sono convinto che le modalità con cui si sono affrontate le problematiche del caso Innse sono tali che non dovremmo ripercorrerle. Non è quella la forma con la quale si possono affrontare i problemi dell’occupazione, della reindustrializzazione, della riqualificazione professionale dei lavoratori».

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