Lazio, escluso anche il listino della Polverini Maroni esclude l'intervento: "Non c'è spazio"

Caos per le presentazioni delle liste. Mancherebbe la firma di uno dei rappresentanti di lista della Polverini, che però si dice ottimista. Il ministro dell'Interno boccia un dl d'urgenza. Schifani: "Deve prevalere la sostanza". Oggi il verdetto sull'esclusione del listino di Formigoni in Lombardia. Le due anime del Pdl si rinfacciano il flop

Lazio, escluso anche il listino della Polverini 
Maroni esclude l'intervento: "Non c'è spazio"

Roma - Dal Lazio alla Lombardia è caos a meno di un mese dalla consultazione elettorale. Oggi ci potrebbe essere il secondo giudizio in merito alla lista del Pdl nel Lazio, ma la Corte d'Appelli fa saltare anche il listino della Polverini per "impedimento burocratico". E' così che allo stato attuale la Polverini non sarebbe più candidata alla presidenza della Regione Lazio lasciando il Pdl senza candidato. Intanto in Lombardia è stato presentato il ricorso contro l'esclusione della lista Formigoni per le firme ritenute non valide dalla Corte d'appello. Ma i Radicali non demordono: presentato un nuovo atto in tribunale a Milano per contestare altre firme raccolte dalla lista "Per la Lombardia" dell'attuale governatore.

Escluso il listino Polverini Oltre alla lista Pdl, l’ufficio centrale elettorale della Corte d’appello di Roma non ha ammesso alle elezioni regionali del Lazio il listino collegato alla candidata del centrodestra Renata Polverini. Si tratterebbe, però, solo della mancanza della firma di uno dei rappresentanti di lista di cui l’ufficio elettorale si sarebbe accorto solo successivamente all’accoglimento. Secondo l'Agi, inoltre, la lista avrebbe un simbolo troppo simile a quello di Fabio Polverini, candidato di una lista collegata a Forza Nuova di Roberto Fiore. "Manca la firma del vice coordinatore regionale del partito Alfredo Pallone su due o tre atti - ha assicurato Ignazio Abbrignani, responsabile del settore elettorale del Pdl - a questione è sanabile entro 24 ore. Stasera verranno prodotte queste firme e tutto sarà risolto". In serata la Polverini parla anche con il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli: "Io sono ottimista e anche Berlusconi lo è. Stiamo facendo tutto quello che serve e che hanno richiesto dal tribunale".

Interviene Schifani Dopo il silenzio di Napolitano parla il presidente del Senato. "Mi auguro fortemente che, nel rispetto delle regole, la sostanza prevalga sulla forma, quando la forma non è essenziale, garantendo il diritto sacrosanto di voto a tutti i cittadini" dice Renato Schifani conversando con i giornalisti. Il presidente di Palazzo Madama  aggiunge: "Non sta a me prevedere leggi di proroga delle elezioni o di riapertura dei termini. Mi auguro fortemene e tifo perché si possa garantire il voto a tutti i cittadini e che questi non vengano spogliati di un diritto costituzionalmente garantito".

Maroni esclude la leggina "Non si possono cambiare le regole, non c’è spazio per fare un provvedimento d’urgenza da parte del governo" per sanare i pasticci nella presentazione dei listini per le regionali. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, parlando con i giornalisti al Senato. "C’è un precedente del 1995 - ha ricordato Maroni -, ma non può essere invocato nel caso dell’esclusione del listino Pdl nel Lazio, perché in quel caso era stato emanato l’ultimo giorno utile per al presentazione delle liste ed era stato fatto per prorogare di tre giorni i tempi. Qui il tempo è scaduto, c’è qualcuno che può vantare il diritto di correre senza gli altri. Un diritto che non può essere violato. Io naturalmente faccio il tifo perché la lista del Pdl per il Lazio venga ammessa. Preferirei come ministro che non ci fossero deformazioni del sistema di rappresentanza, ma la parola spetta ora ai magistrati. Se il vizio è formale - ha aggiunto - mi auguro che venga sanato, se è sostanziale è un altro discorso". Il listino che sostiene la candidatura del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, "dovrebbe rientrare in gioco: c’è una sentenza del Consiglio di Stato" che va in questa direzione.

Protesta il Pdl "Escludere dalla competizione elettorale la lista del partito di maggioranza relativa, danneggiata da decisioni senza fondamento, rappresenterebbe un fatto senza precedenti e provocherebbe un grave vulnus di carattere politico". Lo affermano in una nota i tre coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa, denunciando inoltre "l’azione violenta e illegittima contro il Pdl" a Roma. "Appare strano - sottolineano i tre coordinatori in una nota - che proprio nelle due principali città si sono messi in moto meccanismi che hanno portato, allo stato, alla non accettazione dei listini regionali Pdl e della lista provinciale di Roma. Nell’esprimere fiducia all’operato dei dirigenti romani e milanesi, ingenerosamente accusati (finanche da alcuni esponenti di centrodestra) da ricostruzioni disinformate e fantascientifiche si rileva ancora che a Roma è di tutta evidenza l’azione violenta e illegittima contro il Pdl (denunciata penalmente alla magistratura), che ha contribuito in maniera decisiva alla impossibilità di presentare la lista. Si rileva, inoltre, che a Milano, dopo una formale accettazione, si è dato vita con risibili formalismi all’accoglimento di un ricorso pretestuoso dei radicali, che sembrano essersi assunti, a Roma come a Milano, il ruolo di agenti provocatori".

Ammessi solo Bonino e Marzoli Il listino regionale della candidata del centrosinistra Emma Bonino è stato ammesso alle prossime elezioni regionali del Lazio dalla Corte d’Appello di Roma. A quanto si apprende, è stato ammesso anche il listino di Marzia Marzoli (Rete dei cittadini). Sono fuori invece altri cinque listini collegati ad altrettanti candidati presidenti: quelli di Renata Polverini, Michele Baldi, Roberto Fiore, Luca Romagnoli e quello di Francesco Battaglia (Popolo di Facebook). Stando a quanto si apprende al momento è stato presentato ricorso solo dal listino di Roberto Fiore. Per quanto riguarda i ricorsi per le liste provinciali, al momento sono 22 quelli presentati e riguardano le 5 province del Lazio. Le istanze sono ancora al vaglio dell’ufficio centrale regionale elettorale.

Polverini: "Noi andiamo avanti" "Io sono fiduciosa". Con queste parole la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, ha voluto rilanciare una campagna elettorale sempre più dura. "Oggi ci potrebbe essere il secondo giudizio in merito alla lista del Pdl - ha ricordato la Polverini - e comunque noi continuiamo a richiamare l’attenzione dei cittadini con una maratona, per superare la burocrazia in nome della democrazia". "Io sono fiduciosa - ha ribadito la Polverini - e lo sono anche per la mia campagna elettorale che va bene. Ci sono altre liste che mi sostengono, a iniziare dalla mia lista civica. I cittadini possono scegliere il presidente. La campagna elettorale continua - ha concluso Polverini - come prima, ma con un tema in più: quello della democrazia". 

Bossi: "Dilettanti allo sbaraglio" "Sono dilettanti allo sbaraglio". Lo afferma il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, a proposito dell’esclusione di alcune liste del centrodestra in Lombardia e nel Lazio per le elezioni regionali. Il ministro, interpellato a Montecitorio, non ha voluto aggiungere altri commenti in merito.

Il ricorso in Lombardia È stato depositato al Tribunale di Milano il ricorso della lista Formigoni contro la "bocciatura" decretata dalla Corte d’Appello. A portare i documenti sono stati il coordinatore del Pdl Ignazio la Russa e il presidente della provincia di Milano Guido Podestà. Oggi la decisione dell’ufficio centrale della Corte di Appello di Milano. "La legge è stata modificata a seguito di varie sentenze del Consiglio di Stato e del Tar - ha spiegato Formigoni - e quindi certi timbri e certi orpelli non sono affatto indispensabili a certificare la volontà degli elettori che hanno firmato la mia lista, e che è perfettamente chiara". 

Nuove firme contestate a Formigoni I radicali hanno presentato un nuovo atto in Tribunale a Milano per contestare altre firme raccolte dalla lista "Per la Lombardia" di Roberto Formigoni, dichiarata non ammissibile ieri dalla Corte d’appello di Milano per l’irregolarità di 514 sottoscrizioni. Lorenzo Lipparini, delegato della Lista Bonino-Pannella, e Marco Cappato, esponente dei radicali, hanno presentato un nuovo atto che si aggiunge al ricorso accolto ieri dalla Corte d’appello, ma che, viene spiegato dall’ufficio centrale regionale della corte, non è un nuovo ricorso ma una memoria integrativa.

Sospetti e rabbia nel Pdl Per il secondo giorno consecutivo Alfredo Pallone, vicecoordinatore del Pdl nel Lazio, e Gianni Sammarco, coordinatore del Pdl di Roma, hanno voluto ribadire "ufficialmente l’assoluta inesattezza di alcune ricostruzioni di stampa circa lo svolgimento dei fatti avvenutii lo scorso sabato 27 febbraio". Sui quotidiani di oggi era, infatti, circolata l’ipotesi di modifiche ordinate dall’alto o di riposizionamenti nella lista del Pdl. "Ricordiamo che tale documento era stato redatto a macchina e quindi immodificabile con correttori o altri sistemi - hanno proseguito Pallone e Sammarco - sarebbe stato tecnicamente impossibile correggere gli oltre 200 fogli della raccolta firme".