Leggi il settimanale

Orrendi e meravigliosi mostri, il cinema di Tim Burton rivive in un nuovo saggio

Da Edward mani di forbice fino al recente successo della serie tv dedicata a Mercoledì Addams, Tim Burton ha popolato il suo cinema di personaggi straordinari che ora rivivono in un nuovissimo saggio monografico

Orrendi e meravigliosi mostri, il cinema di Tim Burton rivive in un nuovo saggio
00:00 00:00

Tim Burton è uno dei registi più amati e apprezzati della sua generazione. Questo soprattutto grazie alla sua abilità di creare lungometraggi che presentano uno stile visivo estremamente riconoscibile, che ha portato addirittura alla coniazione di un nuovo epiteto, burtoniano, che serve a descrivere proprio quei prodotti dove gotico e grottesco camminano sullo stesso piano. Dopo aver militato come disegnatore nella fabbrica dei sogni di Walt Disney, Tim Burton ha scelto di seguire una strada personale, cominciando a realizzare film che ponevano al centro del racconto la figura del mostro.

Ed è proprio di questo che tratta il nuovo saggio Tim Burton. Orrendi e meravigliosi mostri, scritto da Erika Pomella e in uscita il prossimo 4 aprile per la casa editrice Weird Book. Si tratta di un saggio che prende il via dai primissimi cortometraggi realizzati da Tim Burton, come il controverso Doctor Doom, e che si pone l’obiettivo di analizzare l’intera filmografia del regista sotto la chiave di lettura legata alle figure mostruose. Grande appassionato di B-Movie, ma anche dei film horror della Universal, Tim Burton è diventato il regista dei diversi, dei corpi “stra-ordinari” che tanto a disagio mettono coloro che la società ritiene normale. Dal debutto con Pee Wee’s Big Adventures alla follia di Beetlejuice, passando per la rilettura de La Bella e La Bestia in Edward mani di forbice, fino alle versioni cupe di Batman e di Alice nel paese delle meraviglie, Tim Burton ha raccontato storie sempre incentrate su personaggi che non riuscivano ad amalgamarsi con la società. Non solo per il loro aspetto fisico, ma anche per una certa purezza d’animo che stonava con una realtà invece molto cinica e crudele.

Da sempre dalla parte dei diversi e di quelli considerati strani - sentendosi tale lui per primo - Tim Burton ha dunque ereditato l’archetipo del mostro e ne ha raccontato un’evoluzione rovesciata: dapprima il tradizionale bisogno di accettazione e l’ambizione a essere visto dai "normali". Poi, al contrario, il desiderio di fuggire da una società troppo omologata e priva di fantasia, come si vede chiaramente nel Willy Wonka interpretato da Johnny Depp ne La fabbrica di cioccolato.

Perciò, attraverso l’analisi puntuale della filmografia burtoniana, Orrendi e meravigliosi mostri vuole descrivere l’arco creativo di un artista che, abbracciando il cinema espressionista tedesco, le tradizioni fiabesche e l’amore per i b-movie, ha dato vita alla sua personale galleria di freaks.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica